A Battipaglia la minoranza annuncia l’assenza al Consiglio comunale per l’approvazione del Dup e del Bilancio di previsione, mettendo a rischio il numero legale e la stabilità politica. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Battipaglia: minoranza diserta il Consiglio, rischio blocco su Dup e bilancio
La minoranza consiliare di Battipaglia ha reso noto che non parteciperà al Consiglio comunale convocato per oggi, giovedì 19 febbraio, in prima convocazione, per l’approvazione del Documento Unico di Programmazione e del Bilancio di previsione. Secondo gli stessi consiglieri, la decisione è presa «per rispetto della città», ma mette a rischio il numero legale in una seduta tra le più importanti dell’anno.
In un comunicato diffuso nelle scorse ore, gli 11 firmatari hanno sottolineato come la maggioranza «non abbia i numeri», contraddicendo le affermazioni della sindaca Cecilia Francese, che con il recente rimpasto aveva dichiarato: «La crisi è terminata, abbiamo la maggioranza». L’opposizione contesta questa lettura, evidenziando che con la nomina di Francesco Falcone ad assessore e la sua conseguente decadenza da consigliere, i voti a sostegno dell’amministrazione si ridurrebbero a dodici. La surroga con la prima dei non eletti, Francesca Napoli, potrà infatti avvenire solo dopo la seduta del Consiglio, creando quello che i consiglieri definiscono «un cane che si morde la coda».
Le critiche dell’opposizione non si limitano ai numeri: «Due mesi di negoziazioni, minacce di dimissioni, azzeramenti di giunta e corse alle poltrone. Talmente concentrati a sopravvivere che non si sono accorti di non avere i numeri». I consiglieri aggiungono: «Non vogliamo essere complici di tanta superficialità. Battipaglia non merita di essere ostaggio di una gestione così mediocre e offensiva».
La seduta di giovedì arriva pochi giorni dopo il rimpasto con cui la sindaca ha presentato la nuova Giunta, annunciata come punto di ripartenza per ristabilire stabilità fino alla fine del mandato. L’opposizione, però, conferma la propria linea: «Non saremo noi a fornire alla sindaca i numeri che cerca». Non manca una stoccata finale: «Spettabile sindaco, si tenga pure “l’articolo quinto”. Ha vinto». Una presa di posizione che lascia aperti scenari incerti su un Consiglio decisivo per il futuro finanziario dell’ente.

