Il segretario generale della Filca Cisl Salerno, Giuseppe Marchesano, si è espresso riguardo alle criticità delle aree interne della provincia: "Senza investimenti, l'edilizia resta ferma".
Per la Filca Cisl di Salerno, il nodo strategico risiede nelle infrastrutture. La debolezza della rete viaria, il dissesto idrogeologico, il degrado delle strade provinciali e i continui rinvii nelle opere di manutenzione non rappresentano solo un disagio per i cittadini, ma costituiscono anche un’occasione persa per stimolare investimenti e creare posti di lavoro qualificati nel settore delle costruzioni.
Marchesano ribadisce che interventi come la messa in sicurezza del territorio, le attività ordinarie e straordinarie di manutenzione, e la rigenerazione dei borghi sono da considerare azioni strategiche e non semplicemente voci di spesa da ridurre. Secondo lui, il comparto edile può diventare una leva fondamentale per la ripresa economica attraverso un piano strutturale che includa manutenzione del territorio, prevenzione del rischio idrogeologico e interventi per la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio pubblico.
Aree interne, Filca Cisl Salerno: "Edilizia ferma senza investimenti"
Sulla scia delle riflessioni di Marilina Cortazzi, segretaria generale della Cisl Salerno, riguardo alle criticità delle aree interne, si aggiunge l’intervento della Filca Cisl Salerno con il segretario generale Giuseppe Marchesano. Quest’ultimo pone l’accento sulle implicazioni che tali problematiche hanno per il settore edile, condividendo la preoccupazione per il divario crescente tra la costa e l’entroterra. Tuttavia, Marchesano evidenzia una forte contraddizione: nonostante i frequenti appelli al sostegno delle aree interne, i fondi destinati a tali interventi rimangono scarsi o frammentati.Per la Filca Cisl di Salerno, il nodo strategico risiede nelle infrastrutture. La debolezza della rete viaria, il dissesto idrogeologico, il degrado delle strade provinciali e i continui rinvii nelle opere di manutenzione non rappresentano solo un disagio per i cittadini, ma costituiscono anche un’occasione persa per stimolare investimenti e creare posti di lavoro qualificati nel settore delle costruzioni.
Marchesano ribadisce che interventi come la messa in sicurezza del territorio, le attività ordinarie e straordinarie di manutenzione, e la rigenerazione dei borghi sono da considerare azioni strategiche e non semplicemente voci di spesa da ridurre. Secondo lui, il comparto edile può diventare una leva fondamentale per la ripresa economica attraverso un piano strutturale che includa manutenzione del territorio, prevenzione del rischio idrogeologico e interventi per la riqualificazione energetica e sismica del patrimonio pubblico.
Progetti stabilmente programmati e finanziati garantirebbero un duplice beneficio: maggiore sicurezza per il territorio e servizi per i cittadini, oltre a offrire occupazione stabile agli operatori del settore. Da qui l’appello alle istituzioni: sono necessarie risorse certe, una pianificazione pluriennale e tempi celeri per l’attuazione degli interventi. Senza una visione coerente e investimenti adeguati, le aree interne rischiano di rimanere argomento di discussione senza mai beneficiare di un concreto sviluppo politico ed economico.

