L'associazione Mare Libero critica la mancata inclusione dei cittadini nei processi decisionali e l'errata applicazione delle quote per i litorali pubblici, sollecitando modifiche urgenti prima del voto finale. Lo riporta SalernoToday.
Nella nota stampa, Mare Libero chiede ai comuni di accogliere i propri emendamenti prima dell'approvazione nei consigli comunali, e urge a trattare le spiagge libere come "patrimonio collettivo", non come avanzi delle aree cedibili. L'associazione sottolinea la necessità di identificare con precisione gli accessi al mare e di rispettare le leggi sulle concessioni, aspettandosi dalle amministrazioni locali una risposta formale e motivata a ciascuna osservazione sollevata prima dell'approvazione definitiva dei piani.
Aree del Demanio Marittimo in Campania: Mare Libero invita i comuni alla co-programmazione
Il coordinamento nazionale Mare Libero ha presentato osservazioni formali sui Piani di Utilizzo delle Aree del Demanio Marittimo (PAD) adottati dai comuni costieri della Campania. La prima critica riguarda la mancanza di percorsi partecipativi con il Terzo Settore, una carenza che non rispetta le direttive del piano regionale e il Codice del Terzo Settore nella gestione condivisa di beni comuni. Inoltre, vi è un problema nel calcolo delle aree pubbliche: la normativa regionale richiede una quota minima di spiaggia libera del 30% del fronte mare in metri lineari, mentre molti comuni calcolano in metri quadrati, limitando così l'accesso reale alle spiagge pubbliche.Nella nota stampa, Mare Libero chiede ai comuni di accogliere i propri emendamenti prima dell'approvazione nei consigli comunali, e urge a trattare le spiagge libere come "patrimonio collettivo", non come avanzi delle aree cedibili. L'associazione sottolinea la necessità di identificare con precisione gli accessi al mare e di rispettare le leggi sulle concessioni, aspettandosi dalle amministrazioni locali una risposta formale e motivata a ciascuna osservazione sollevata prima dell'approvazione definitiva dei piani.

