ASCEA. Accuse di razzismo agli
arbitri, il
Magnocavallo City si ritira dal campionato di
Terza Categoria. Nell'ultimo turno, la
squadra ha
abbandonato il campo dopo che
l'arbitro aveva fatto ripetere un rigore.
Rigore parato, l'arbitro fa ripetere e scatta la protesta della squadra del Magnocavallo, che abbandona il campo accusando episodi di razzismo
Un calcio di rigore ha di fatto sancito, almeno per il momento, il ritiro del Magnocavallo City dal
campionato provinciale di Terza Categoria
girone F. La formazione di
Ascea era in campo contro il
Licusati ed era già sotto di un gol: al 40' il direttore di gara decreta un penalty, facendolo ripetere dopo la parata dell'estremo difensore del Magnocavallo.
Da lì, scatta la
protesta, con la
squadra che abbandona il campo e che per questo incorrerà - giovedì - nella punizione della sconfitta a tavolino, come da regolamento.
La
dirigenza del club di Ascea lamenta
direzioni arbitrali discutibili e si chiede se siano motivate dal fatto che, per gran parte, i
tesserati siano
ragazzi di Nigeria, Gambia e Camerun ospiti del centro di accoglienza di Ascea. Dalle colonne del quotidiano Il Mattino il presidente afferma di non voler «parlare di razzismo, ma quello che stiamo subendo dall’inizio del campionato purtroppo ci fa
dubitare».
Accuse pesantissime, che arrivano a pochi giorni da quelle rivolte all'arbitro della
gara di Promozione tra Serino e Real Sarno. Nella circostanza, il
portiere del
club irpino, un
ragazzo di colore, aveva accusato il direttore di gara di averlo definito "
negro".
Tuttavia, giovedì scorso il
Giudice Sportivo ha inflitto una serie di
provvedimenti contro il Serino e i suoi tesserati, tra i quali lo stesso
portiere, squalificato per 4 giornate per aver rivolto pesanti insulti alla terna arbitrale.