Dopo le macerie e il fango che hanno travolto il Sud Italia all'inizio dell'anno, arriva il primo sostegno concreto per chi ha dovuto fermare i motori della propria attività.
Con la circolare n. 53 del 7 maggio, l'Inps ha aperto i termini per il cosiddetto Bonus Alluvioni, un’indennità una tantum destinata a colmare il vuoto di fatturato subito tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. La misura rappresenta un paracadute per quelle categorie spesso scoperte dalle tutele ordinarie, offrendo una liquidità d'emergenza che però, per molti professionisti alle prese con attrezzature distrutte e locali inagibili, resta solo un primo passo verso una ricostruzione ancora lunga.
Il sussidio è riservato esclusivamente a chi non gode di altri ammortizzatori sociali. Possono accedere al contributo i lavoratori indipendenti, i Co.co.co. (inclusi dottorandi e medici specializzandi), gli agenti di commercio e i titolari d’impresa che risultavano attivi alla data del 18 gennaio 2026. Il requisito fondamentale è avere la residenza o la sede operativa in uno dei comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia inseriti nella delibera dello stato di emergenza dello scorso 26 gennaio. La sfida resta la prova della sospensione: l'Inps ha chiarito che l'attività deve essersi fermata a causa diretta del maltempo, un dettaglio che sarà oggetto di verifiche rigorose per evitare abusi.
La finestra per presentare la domanda scade il 20 giugno 2026. La richiesta va inoltrata telematicamente attraverso il portale dell'Istituto, accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) nella sezione dedicata alle prestazioni non pensionistiche. Per chi avesse difficoltà con i canali web, è possibile affidarsi ai Patronati o contattare il numero verde del Contact Center. Resta l'allerta sui controlli: l'Inps procederà all'erogazione immediata, ma incrocerà successivamente i dati con gli altri enti pubblici, prevedendo sanzioni e recupero delle somme in caso di dichiarazioni mendaci.
Con la circolare n. 53 del 7 maggio, l'Inps ha aperto i termini per il cosiddetto Bonus Alluvioni, un’indennità una tantum destinata a colmare il vuoto di fatturato subito tra il 18 gennaio e il 30 aprile 2026. La misura rappresenta un paracadute per quelle categorie spesso scoperte dalle tutele ordinarie, offrendo una liquidità d'emergenza che però, per molti professionisti alle prese con attrezzature distrutte e locali inagibili, resta solo un primo passo verso una ricostruzione ancora lunga.
Alluvioni al Sud, scatta il piano aiuti Inps: fino a 3mila euro
L'assegno è strutturato per coprire brevi periodi di inattività con un sistema a scaglioni. Ogni blocco di sospensione lavorativa (fino a un massimo di 15 giorni) dà diritto a 500 euro, con la possibilità di cumulare fino a sei periodi per un tetto complessivo di 3mila euro a lavoratore. Sebbene la procedura si basi sulla velocità dell'autocertificazione, la soglia massima evidenzia la natura assistenziale del fondo: una cifra utile per le scadenze domestiche, ma lontana dal coprire i danni strutturali subiti da botteghe e studi professionali.Il sussidio è riservato esclusivamente a chi non gode di altri ammortizzatori sociali. Possono accedere al contributo i lavoratori indipendenti, i Co.co.co. (inclusi dottorandi e medici specializzandi), gli agenti di commercio e i titolari d’impresa che risultavano attivi alla data del 18 gennaio 2026. Il requisito fondamentale è avere la residenza o la sede operativa in uno dei comuni di Calabria, Sardegna e Sicilia inseriti nella delibera dello stato di emergenza dello scorso 26 gennaio. La sfida resta la prova della sospensione: l'Inps ha chiarito che l'attività deve essersi fermata a causa diretta del maltempo, un dettaglio che sarà oggetto di verifiche rigorose per evitare abusi.
La finestra per presentare la domanda scade il 20 giugno 2026. La richiesta va inoltrata telematicamente attraverso il portale dell'Istituto, accedendo con le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) nella sezione dedicata alle prestazioni non pensionistiche. Per chi avesse difficoltà con i canali web, è possibile affidarsi ai Patronati o contattare il numero verde del Contact Center. Resta l'allerta sui controlli: l'Inps procederà all'erogazione immediata, ma incrocerà successivamente i dati con gli altri enti pubblici, prevedendo sanzioni e recupero delle somme in caso di dichiarazioni mendaci.

