Negli ambienti forensi salernitani è esploso un tam-tam di preoccupazione che agita avvocati e magistrati. Al centro del dibattito c'è il rischio soppressione per il Tribunale di Vallo della Lucania, un'ipotesi che, se confermata, trascinerebbe con sé l'intero distretto giudiziario, portando alla chiusura della Corte d'Appello di Salerno e al suo accorpamento con quella di Napoli come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La memoria degli avvocati salernitani corre a quanto accaduto nel 2013 con il Tribunale di Sala Consilina, accorpato a Lagonegro tra mille polemiche. Quella scelta, oggi aspramente criticata per aver spostato procedimenti in una struttura più piccola e inefficiente, appare ancora più paradossale se si considera che ora anche Lagonegro risulta nella lista dei siti a rischio. Molti legali si chiedono se non sarebbe stato più logico, all'epoca, potenziare Vallo della Lucania trasformandolo nel polo giudiziario di riferimento per l'intero comprensorio meridionale della provincia.
La reazione della classe forense non si è fatta attendere. L'avvocato Cecchino Cacciatore ha già chiesto un'assemblea urgente per discutere la strategia di difesa, trovando l'appoggio immediato delle associazioni di categoria. Anche Michele Sarno, presidente della Camera Penale salernitana, ha richiamato la storica battaglia vinta nel 2017, quando il pericolo di accorpamento della Corte d'Appello fu sventato grazie a un'azione sinergica tra istituzioni e società civile.
L'allarme lanciato è chiaro: in una provincia geograficamente tra le più estese d'Italia, eliminare i presidi di giustizia significa abbassare la guardia contro la criminalità. Per i penalisti e i civilisti salernitani, la difesa del Tribunale di Vallo della Lucania non è solo una questione di logistica, ma una battaglia politica per evitare che il diritto alla giustizia diventi un lusso accessibile solo attraverso lunghi e complessi spostamenti verso Napoli
Allarme giustizia a Salerno: addio alla Corte d'Appello?
La discussione è tornata attuale a seguito di una proposta dell'Associazione Nazionale Magistrati (Anm) che individua criteri rigidi per la sopravvivenza degli uffici: una soglia minima di 30 giudici o 10 pubblici ministeri. Applicando questi parametri alla mappatura ministeriale, ben 87 tribunali italiani finirebbero nel mirino della mannaia, tra cui quello vallese. Il timore degli operatori è che la Campania si ritrovi con un'unica sede di secondo grado, centralizzando tutto nel capoluogo regionale e privando un territorio vasto come la provincia di Salerno di un fondamentale presidio di legalità.La memoria degli avvocati salernitani corre a quanto accaduto nel 2013 con il Tribunale di Sala Consilina, accorpato a Lagonegro tra mille polemiche. Quella scelta, oggi aspramente criticata per aver spostato procedimenti in una struttura più piccola e inefficiente, appare ancora più paradossale se si considera che ora anche Lagonegro risulta nella lista dei siti a rischio. Molti legali si chiedono se non sarebbe stato più logico, all'epoca, potenziare Vallo della Lucania trasformandolo nel polo giudiziario di riferimento per l'intero comprensorio meridionale della provincia.
La reazione della classe forense non si è fatta attendere. L'avvocato Cecchino Cacciatore ha già chiesto un'assemblea urgente per discutere la strategia di difesa, trovando l'appoggio immediato delle associazioni di categoria. Anche Michele Sarno, presidente della Camera Penale salernitana, ha richiamato la storica battaglia vinta nel 2017, quando il pericolo di accorpamento della Corte d'Appello fu sventato grazie a un'azione sinergica tra istituzioni e società civile.
L'allarme lanciato è chiaro: in una provincia geograficamente tra le più estese d'Italia, eliminare i presidi di giustizia significa abbassare la guardia contro la criminalità. Per i penalisti e i civilisti salernitani, la difesa del Tribunale di Vallo della Lucania non è solo una questione di logistica, ma una battaglia politica per evitare che il diritto alla giustizia diventi un lusso accessibile solo attraverso lunghi e complessi spostamenti verso Napoli

