Insulti e minacce di morte all'avvocato di Alessia Pifferi, la donna accusata della morte della figlia, Diana, morta di stenti dopo essere stata abbandonata dalla madre per quasi una settimana. Al suo legale Solange Marchignoli, che difende l'arrestata insieme al collega Luca D'Auria, arrivano sui social insulti e minacce perché difende un "mostro". "Gli haters non riflettono sul fatto che in Italia la difesa penale è obbligatoria".
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La 37enne Alessia Pifferi[/caption]
Alessia Pifferi, le minacce di morte all'avvocato della madre di Diana
L'avvocata ha spiegato, ai microfoni di Fanpage, quanto accaduto in questi giorni: "Con riferimento agli insulti rivolti contro la mia persona intendo puntualizzare un concetto che affiora tante volte e cioè la domanda tipica che viene rivolta ad avvocato penalista: come fai a difendere quel "mostro"? Io conosco la mia etica e posso confermare che non provo nessuna solidarietà con il delitto. Mai". "Gli haters non riflettono sul fatto che in Italia la difesa penale è obbligatoria, e cioè a dire che quando una persona riveste la qualifica di imputato necessita di un avvocato per interfacciarsi con l’Autorità Giudiziaria. In altre parole, non può difendersi da solo. Gli antichi dicevano “dura lex sed lex”. È la regola delle aule giudiziarie: a favore o contro “il mostro”, deve prevalere la legge e non il senso collettivo della moralità".Bimba morta a Milano, cos'è emerso dall'autopsia sul corpicino di Diana Pifferi
La piccola Diana Pifferi potrebbe aver preso a morsi il cuscino per sfamarsi nella settimana in cui è stata abbandonata da sua madre Alessia. È questa l'inquietante ipotesi emersa dall'autopsia effettuata sul corpicino della bimba di soli 18 mesi morta di stenti a Milano. Stando a quanto ricostruito finora, sarebbero stati trovati pezzi di cuscino nello stomaco della bambina. Nello stomaco sarebbe stata rintracciata una piccola quantità di materiale che sembrerebbe essere identico a quello trovato sotto il cuscino della piccola. Toccherà aspettare i risultati delle analisi. Questa parziale relazione autoptica aggiungerebbe un ulteriore elemento drammatico: la bambina avrebbe cercato in ogni modo di sopravvivere e probabilmente per farlo avrebbe preso a morsi il suo cuscino. Dalla prima autopsia, inoltre, è emerso che il cuoricino della piccola Diana ha smesso di battere almeno due giorni prima il suo ritrovamento. La relazione finale riuscirà a sciogliere tutti i dubbi che ruotano attorno a questa morte. Fondamentale però saranno i risultati relativi ai test tossicologici svolti sul latte contenuto nel biberon trovato accanto al lettino della piccola.[caption id="attachment_314444" align="aligncenter" width="735"]
La 37enne Alessia Pifferi[/caption]

