È stato disposto l’aggravamento della misura cautelare nei confronti di Concordio Malandrino, 55enne sorpreso a circolare in motocicletta nonostante fosse agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Vallo della Lucania, che ha sostituito i domiciliari con la custodia in carcere. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale della stessa città come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Nel corso delle verifiche, i carabinieri hanno rinvenuto la moto parcheggiata con il casco ancora appoggiato sopra e aperto. Gli ulteriori accertamenti, supportati dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza urbana, hanno confermato la presenza dell’indagato alla guida del veicolo, documentandone il passaggio in via Colombo.
Alla luce degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Saponiero ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, ritenendo la condotta incompatibile con il regime dei domiciliari.
Il 55enne, assistito dall’avvocato Leopoldo Catena, era già noto alle cronache giudiziarie per una serie di episodi recenti. Nei primi giorni di marzo era stato arrestato con l’accusa di furto e danneggiamento all’interno di una chiesa, dove avrebbe forzato il contenitore delle offerte sottraendo una somma di denaro e provocando danni alla sagrestia e a una statua votiva.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di violazioni delle misure cautelari: l’uomo, infatti, si trovava già agli arresti domiciliari per aver infranto, nei mesi precedenti, un divieto di avvicinamento nei confronti di una donna.
Il caso evidenzia una reiterazione di comportamenti non conformi alle prescrizioni dell’autorità giudiziaria, elemento che ha inciso sulla decisione di disporre il trasferimento in carcere, ritenuto necessario per garantire il rispetto delle misure e prevenire ulteriori violazioni.
Il provvedimento è stato adottato dal Tribunale di Vallo della Lucania, che ha sostituito i domiciliari con la custodia in carcere. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale della stessa città come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Ai domiciliari con braccialetto, esce in moto: fermato
Determinante, ai fini dell’accertamento della violazione, è stato l’intervento di un carabiniere della stazione di Agropoli, che, pur essendo libero dal servizio, ha riconosciuto il 55enne mentre percorreva le strade cittadine in sella a una motocicletta. Il militare ha immediatamente allertato i colleghi, consentendo l’avvio dei controlli presso l’abitazione dell’uomo.Nel corso delle verifiche, i carabinieri hanno rinvenuto la moto parcheggiata con il casco ancora appoggiato sopra e aperto. Gli ulteriori accertamenti, supportati dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza urbana, hanno confermato la presenza dell’indagato alla guida del veicolo, documentandone il passaggio in via Colombo.
Alla luce degli elementi raccolti, il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Saponiero ha disposto l’aggravamento della misura cautelare, ritenendo la condotta incompatibile con il regime dei domiciliari.
Il 55enne, assistito dall’avvocato Leopoldo Catena, era già noto alle cronache giudiziarie per una serie di episodi recenti. Nei primi giorni di marzo era stato arrestato con l’accusa di furto e danneggiamento all’interno di una chiesa, dove avrebbe forzato il contenitore delle offerte sottraendo una somma di denaro e provocando danni alla sagrestia e a una statua votiva.
L’episodio si inserisce in un quadro più ampio di violazioni delle misure cautelari: l’uomo, infatti, si trovava già agli arresti domiciliari per aver infranto, nei mesi precedenti, un divieto di avvicinamento nei confronti di una donna.
Il caso evidenzia una reiterazione di comportamenti non conformi alle prescrizioni dell’autorità giudiziaria, elemento che ha inciso sulla decisione di disporre il trasferimento in carcere, ritenuto necessario per garantire il rispetto delle misure e prevenire ulteriori violazioni.

