Una donna di 53 anni di Agropoli accusata di aver aggredito verbalmente e fisicamente due vigili urbani nel 2021 è stata assolta per tenuità del fatto ma è stata condanna al risarcimento in sede civile. Lo riporta Stiletv.
L'episodio aveva avuto origine da una contesa per una violazione del Codice della Strada, dovuta a un parcheggio irregolare. Durante l'alterco, la donna avrebbe minacciato i due agenti e li avrebbe aggrediti fisicamente. Uno dei vigili, intervenuto per aiutare il collega, sarebbe stato colpito ripetutamente alla schiena con una stampante di servizio e aggredito in modo ancor più violento, con un tentativo di sottrargli l’arma d’ordinanza.
Nonostante le pesanti accuse e le prove raccolte durante le indagini e il processo, il giudice ha considerato la vicenda tale da rientrare nei casi di scarsa gravità predeterminati dalla legge per configurare la "tenuità del fatto". Tuttavia, le responsabilità civili della donna sono state riconosciute, portando alla sentenza di risarcimento nei confronti degli agenti. La 53enne era assistita dall'avvocato Leopoldo Catena durante l'intero iter processuale.
Agropoli, aggredì due vigili: assolta per tenuità del fatto, ma dovrà risarcire
Si è concluso con un'assoluzione penale ma con una condanna al risarcimento in sede civile, il processo a carico di P.M., una 53enne di Agropoli accusata di aver aggredito verbalmente e fisicamente due agenti della polizia locale nel 2021. Il Tribunale di Vallo della Lucania, presieduto dal giudice Alberto Imperiale, ha infatti dichiarato la donna non punibile penalmente per "particolare tenuità del fatto". Tuttavia, è stato disposto un risarcimento di 2500 euro e 1500 euro rispettivamente per ciascuno degli agenti, oltre al pagamento delle spese processuali.L'episodio aveva avuto origine da una contesa per una violazione del Codice della Strada, dovuta a un parcheggio irregolare. Durante l'alterco, la donna avrebbe minacciato i due agenti e li avrebbe aggrediti fisicamente. Uno dei vigili, intervenuto per aiutare il collega, sarebbe stato colpito ripetutamente alla schiena con una stampante di servizio e aggredito in modo ancor più violento, con un tentativo di sottrargli l’arma d’ordinanza.
Nonostante le pesanti accuse e le prove raccolte durante le indagini e il processo, il giudice ha considerato la vicenda tale da rientrare nei casi di scarsa gravità predeterminati dalla legge per configurare la "tenuità del fatto". Tuttavia, le responsabilità civili della donna sono state riconosciute, portando alla sentenza di risarcimento nei confronti degli agenti. La 53enne era assistita dall'avvocato Leopoldo Catena durante l'intero iter processuale.

