Una vera e propria imboscata è stata tesa ai danni di un fattorino a Olmo di Creazzo, in provincia di Vicenza, nella notte tra sabato e domenica scorsi. Un gruppo composto da circa dieci ragazzini ha pianificato il colpo effettuando un corposo ordine di cibo da asporto presso il vicino fast-food McDonald's di Ponte Alto, per un valore di centinaia di euro. Per non lasciare tracce ed evitare il pagamento anticipato, la banda ha impostato l'indirizzo di consegna di una famiglia del tutto estranea ai fatti, situato in via Brescia, selezionando come modalità il saldo in contanti alla ricezione.
La violenta colluttazione è stata interrotta soltanto grazie al tempestivo arrivo degli altri due corrieri e all'intervento di un cittadino, Umberto Trulla, titolare di un vicino impianto di minigolf che stava rincasando dopo l'orario di chiusura della propria attività. Il testimone ha descritto la scena come un vero e proprio "Far West", spiegando di essersi attivato in prima persona per difendere i tre lavoratori, tutti di nazionalità straniera, e per richiedere l'invio delle pattuglie di emergenza tramite i numeri di pronto intervento.
Le prime richieste di soccorso hanno tuttavia registrato pesanti disagi strutturali nella gestione delle linee telefoniche, poiché le chiamate dirette al 112 e al 113 non hanno ricevuto risposta immediata da parte delle centrali operative. Dopo circa cinque minuti di attesa, la sala radio della Polizia ha infine ricontattato l'imprenditore, smistando la segnalazione alla Compagnia dei Carabinieri di Valdagno. Nonostante la gravità della rapina in corso, i militari hanno però comunicato l'impossibilità di dirottare gazzelle sul posto a causa di un momentaneo sovraccarico di emergenze sul territorio, invitando i tre aggrediti a presentarsi autonomamente in caserma il giorno successivo per sporgere formale denuncia.
La risonanza mediatica del caso, sollevata inizialmente tramite i canali social nel gruppo locale "Sei di Creazzo se...", ha spinto i vertici dell'Arma a riaprire immediatamente il dossier. Il comando dell'Arma di Valdagno ha ricontattato il gestore del minigolf per raccogliere una testimonianza formale e per acquisire tutti i dettagli utili all'identificazione dei componenti della banda, in gran parte presumibilmente minorenni della zona.
Considerata la gravità delle modalità operative della gang, caratterizzate da una precisa premeditazione e dall'uso della violenza fisica in gruppo, l'autorità giudiziaria ha disposto l'apertura delle indagini d'ufficio. I capi d'accusa ipotizzati a carico dei dieci ragazzi spaziano dall'aggressione aggravata al tentato furto con strappo in concorso. Gli inqurestiti stanno ora analizzando i tabulati telematici della piattaforma di delivery per risalire all'utenza telefonica e all'indirizzo IP da cui è partito il maxi-ordine, oltre a vagliare le immagini delle telecamere di sorveglianza stradale per dare un volto ai componenti del branco.
Aggressione nel Vicentino: ordinano panini per rapinare rider
I giovani malviventi si sono appostati nell'oscurità dietro a una siepe posizionata all'ingresso della pista ciclabile, in corrispondenza del numero civico indicato nell'applicazione. Non appena il rider è giunto sul posto, la banda è sbucata all'improvviso aggredendo il lavoratore con l'intento di sottrargli lo smartphone e la borsa termica contenente le ordinazioni. Il piano dei ragazzi non aveva però fatto i conti con le procedure di sicurezza dell'azienda di consegna che, proprio a causa del volume insolito e della pesantezza del carico ordinato, aveva inviato sul posto altri due corrieri in supporto al primo collega.La violenta colluttazione è stata interrotta soltanto grazie al tempestivo arrivo degli altri due corrieri e all'intervento di un cittadino, Umberto Trulla, titolare di un vicino impianto di minigolf che stava rincasando dopo l'orario di chiusura della propria attività. Il testimone ha descritto la scena come un vero e proprio "Far West", spiegando di essersi attivato in prima persona per difendere i tre lavoratori, tutti di nazionalità straniera, e per richiedere l'invio delle pattuglie di emergenza tramite i numeri di pronto intervento.
Le prime richieste di soccorso hanno tuttavia registrato pesanti disagi strutturali nella gestione delle linee telefoniche, poiché le chiamate dirette al 112 e al 113 non hanno ricevuto risposta immediata da parte delle centrali operative. Dopo circa cinque minuti di attesa, la sala radio della Polizia ha infine ricontattato l'imprenditore, smistando la segnalazione alla Compagnia dei Carabinieri di Valdagno. Nonostante la gravità della rapina in corso, i militari hanno però comunicato l'impossibilità di dirottare gazzelle sul posto a causa di un momentaneo sovraccarico di emergenze sul territorio, invitando i tre aggrediti a presentarsi autonomamente in caserma il giorno successivo per sporgere formale denuncia.
La risonanza mediatica del caso, sollevata inizialmente tramite i canali social nel gruppo locale "Sei di Creazzo se...", ha spinto i vertici dell'Arma a riaprire immediatamente il dossier. Il comando dell'Arma di Valdagno ha ricontattato il gestore del minigolf per raccogliere una testimonianza formale e per acquisire tutti i dettagli utili all'identificazione dei componenti della banda, in gran parte presumibilmente minorenni della zona.
Considerata la gravità delle modalità operative della gang, caratterizzate da una precisa premeditazione e dall'uso della violenza fisica in gruppo, l'autorità giudiziaria ha disposto l'apertura delle indagini d'ufficio. I capi d'accusa ipotizzati a carico dei dieci ragazzi spaziano dall'aggressione aggravata al tentato furto con strappo in concorso. Gli inqurestiti stanno ora analizzando i tabulati telematici della piattaforma di delivery per risalire all'utenza telefonica e all'indirizzo IP da cui è partito il maxi-ordine, oltre a vagliare le immagini delle telecamere di sorveglianza stradale per dare un volto ai componenti del branco.

