Inchiesta

Affitti in provincia di Salerno, ecco dove vivere costa di più: a Cetara il 35% del reddito, nell'entroterra appena l'8%

Carla Castellano
Affitti in provincia di Salerno, ecco dove vivere costa di più: a Cetara il 35% del reddito, nell'entroterra appena l'8%

Vivere in affitto a Cetara può assorbire il 35% del reddito netto medio di un contribuente, mentre a Cuccaro Vetere la stessa voce di spesa incide appena per l'8%. È questa la distanza che emerge dall'analisi del mercato delle locazioni nella provincia di Salerno, dove il costo dell'abitazione cambia sensibilmente tra le località costiere, i centri urbani e i piccoli comuni dell'entroterra.

A evidenziare le differenze è un'elaborazione dell'agenzia Quadrivo, realizzata incrociando i canoni di locazione dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) dell'Agenzia delle Entrate, relativi al secondo semestre 2025, con i redditi dichiarati per l'anno d'imposta 2024, considerati al netto di Irpef e addizionali.

Il confronto prende come riferimento un appartamento di 80 metri quadrati con contratto di locazione ordinario, escludendo quindi gli affitti turistici. Ne emerge una provincia nella quale il prezzo di una casa non racconta, da solo, quanto sia economicamente impegnativo viverci. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino

Affitti in provincia di Salerno, Cetara è il comune dove pesano di più

A guidare la graduatoria è Cetara, dove il canone mensile medio stimato è di 520 euro, una cifra che rappresenta il 35% del reddito netto medio preso in esame.

Subito dopo compare Castellabate, con un'incidenza del 33% e un affitto di 424 euro mensili. Segue Atrani, dove per un'abitazione di 80 metri quadrati si arriva a 560 euro al mese, corrispondenti al 32% del reddito.

La soglia del 30% viene raggiunta o superata anche in altre località della provincia. Amalfi e Scala si attestano al 31%, sebbene con canoni differenti: 560 euro mensili nella prima e 424 nella seconda.

A Pisciotta, nel Cilento, un affitto medio di 384 euro rappresenta invece il 30% del reddito netto.

Valori elevati si registrano anche a Vietri sul Mare e Maiori, entrambe al 28%, mentre Minori, Conca dei Marini, Ravello, Praiano e Camerota raggiungono il 27%.

Proprio Camerota rappresenta uno dei casi più interessanti dell'indagine: il canone medio è di 280 euro, inferiore a quello di numerosi comuni costieri, ma la minore capacità reddituale dei contribuenti porta comunque l'incidenza dell'affitto al 27%.

Positano, il dato sorprendente: affitti più sostenibili rispetto al reddito

Un risultato particolare riguarda Positano, una delle località più conosciute della Costiera Amalfitana.

Qui il canone medio stimato è di 368 euro al mese, ma la sua incidenza sul reddito netto si ferma al 15%.

Il dato si spiega con il livello mediamente più elevato dei redditi dichiarati dai contribuenti residenti. Di conseguenza, pur in presenza di un canone superiore a quello di diversi altri comuni, il peso economico dell'affitto risulta proporzionalmente più contenuto.

Il confronto con Cetara è significativo: 35% contro 15%, a dimostrazione di quanto il reddito medio locale influisca sull'indicatore utilizzato dall'analisi.

Nel capoluogo 392 euro al mese, ad Agropoli 376 euro

Nei principali centri urbani della provincia, il rapporto tra costo delle locazioni e redditi presenta valori generalmente inferiori rispetto alle località costiere più onerose.

Salerno città registra un canone medio di 392 euro mensili, con un'incidenza del 22% sul reddito netto. Sebbene il prezzo sia relativamente elevato, il rapporto con la capacità reddituale dei contribuenti risulta più favorevole rispetto a diversi comuni della Costiera Amalfitana.

La stessa incidenza del 22% viene rilevata a Cava de' Tirreni, Baronissi, Pagani e Scafati.

Nel Cilento, invece, Agropoli raggiunge il 26%, con un canone medio di 376 euro al mese. A Capaccio Paestum l'affitto si attesta sui 304 euro, incidendo per il 25% sul reddito.

Anche Centola registra un'incidenza del 25%, pur con un canone più basso, pari a 272 euro.

A Pontecagnano Faiano il valore è del 25%, con una spesa media di 336 euro mensili, mentre a Battipaglia si scende al 24%, a fronte dello stesso canone di 336 euro.

Più contenuta l'incidenza a Eboli, dove si attesta al 21%, con una locazione media di 272 euro al mese.

Nell'Agro nocerino-sarnese, infine, Nocera Inferiore e Nocera Superiore registrano entrambe un'incidenza del 18%.

Nell'entroterra del Cilento un appartamento può costare poco più di 100 euro al mese

Allontanandosi dalla fascia costiera, i valori cambiano notevolmente. Nei piccoli comuni delle aree interne il costo delle locazioni, rapportato al reddito netto, risulta spesso molto più contenuto.

Il primato del canone più basso spetta a Cuccaro Vetere, dove per un appartamento di 80 metri quadrati la stima è di 104 euro al mese, con un'incidenza dell'8% sul reddito medio.

Sotto la soglia del 10% si collocano anche Torchiara, Prignano Cilento e Piaggine.

Altri comuni presentano valori relativamente bassi. A Casaletto Spartano, per esempio, il canone medio si ferma a 120 euro al mese, pari al 12% del reddito. A Rofrano la stima è di 128 euro, con un'incidenza del 13%.

Percentuali comprese tra l'11% e il 12% interessano anche Castel San Giorgio, Polla, Auletta e Roccapiemonte.

Si tratta di differenze che restituiscono un quadro molto articolato del mercato immobiliare provinciale: mentre in alcune località della costa l'affitto può assorbire circa un terzo del reddito medio, in diversi centri dell'entroterra la quota necessaria è inferiore a un decimo.

Il peso degli affitti sui redditi: perché il canone più alto non significa sempre maggiore difficoltà

L'aspetto centrale dell'indagine non è soltanto quanto costi affittare un immobile, ma quale parte del reddito medio sia necessaria per sostenerne la spesa.

Un canone di 280 euro, come nel caso di Camerota, può risultare proporzionalmente più impegnativo di uno superiore a 350 euro in un comune con redditi mediamente più elevati, come Positano.

Questo indicatore permette quindi di confrontare realtà economicamente differenti, ma non misura direttamente le difficoltà delle singole famiglie: il reddito medio dei contribuenti può infatti discostarsi sensibilmente dalle disponibilità economiche di ciascun nucleo familiare.

Le cifre utilizzate sono inoltre stime basate sui valori OMI e non rappresentano necessariamente gli importi effettivamente pagati da tutti gli inquilini.

Resta comunque evidente la distanza tra i territori. Cetara, Castellabate e Atrani figurano tra i comuni dove l'affitto pesa maggiormente sui redditi, mentre Cuccaro Vetere e diversi centri delle aree interne del Cilento mostrano valori decisamente inferiori.

Una fotografia che racconta le profonde differenze del mercato abitativo salernitano, dove la possibilità di sostenere un affitto dipende non soltanto dal prezzo dell'immobile, ma anche dalla capacità reddituale di chi risiede nei diversi comuni.

Condividi