Il mondo del calcio perde una delle sue icone più amate e anticonformiste. Si è spento nella notte a Brescia Evaristo Beccalossi, il fantasista che con il suo sinistro vellutato aveva fatto innamorare i tifosi dell'Inter e gli amanti della bellezza pura applicata al pallone. Il "Becca", che avrebbe festeggiato il traguardo dei 70 anni il prossimo 12 maggio, si è arreso dopo una lunga e coraggiosa battaglia iniziata oltre un anno fa, in seguito a un grave malore che lo aveva colpito nel gennaio 2025.
La sua carriera, proseguita poi tra Sampdoria, Monza e Barletta, è rimasta scolpita nell'immaginario collettivo non solo per i trofei, ma per quella capacità rara di "illuminare" il campo con lanci millimetrici e dribbling ubriacanti. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Beccalossi aveva continuato a vivere il calcio come dirigente e opinionista, portando sempre con sé quel mix di ironia e competenza che lo aveva reso un personaggio unico. Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia di un calcio romantico che non esiste più.
Addio al "Becca": il calcio piange Evaristo Beccalossi
Cresciuto nella "Leonessa" della sua Brescia, Beccalossi aveva trovato la sua consacrazione definitiva a Milano, sponda nerazzurra. In sei stagioni trascorse all'Inter, dal 1978 al 1984, ha incarnato l'essenza stessa del numero 10 classico: quel talento geniale, a tratti indolente ma capace di giocate impossibili, che trasformava ogni partita in uno spettacolo di pura visione di gioco. Con i colori nerazzurri ha collezionato oltre 200 presenze, mettendo la sua firma indelebile sullo scudetto della stagione 1979-80 e sollevando due Coppe Italia.La sua carriera, proseguita poi tra Sampdoria, Monza e Barletta, è rimasta scolpita nell'immaginario collettivo non solo per i trofei, ma per quella capacità rara di "illuminare" il campo con lanci millimetrici e dribbling ubriacanti. Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, Beccalossi aveva continuato a vivere il calcio come dirigente e opinionista, portando sempre con sé quel mix di ironia e competenza che lo aveva reso un personaggio unico. Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia di un calcio romantico che non esiste più.

