Un sistema ingegnoso di saracinesche e condotte interrate per "annegare" i reflui inquinanti nei canali irrigui della Piana del Sele: è quanto scoperto dai militari del Nucleo Carabinieri Forestali di Capaccio-Paestum, supportati dai tecnici dell'ARPAC e dalle Guardie Giurate Ambientali dell'Accademia Kronos APS. L'operazione, i cui dettagli sono stati resi noti solo ora, ha portato alla denuncia a piede libero di un noto imprenditore salernitano e al sequestro di gran parte degli impianti produttivi.
Le irregolarità riscontrate non si limitano agli scarichi abusivi. Durante le verifiche sono emerse pesanti incongruenze tra i processi di lavorazione effettivamente attivi in azienda e la documentazione ufficiale presentata agli ispettori. La situazione è apparsa subito critica a causa del posizionamento dello stabilimento, letteralmente circondato da terreni destinati a colture agricole, con un rischio altissimo di contaminazione della filiera alimentare.
Al termine del blitz, i Carabinieri Forestali hanno posto i sigilli all'impianto di depurazione, a una linea di lavorazione e a tutte le condotte interrate utilizzate per l'illecito. L'operazione ribadisce l'importanza della sinergia tra forze dell'ordine e associazioni ambientali nella difesa del territorio. Proprio in quest'ottica, l'Accademia Kronos ha ricordato che sono ancora aperte le iscrizioni per il IX corso di formazione dedicato alle aspiranti Guardie Giurate Zoofile-Ambientali.
Scarichi tossici nei canali: sequestrata nota azienda
L'indagine è partita settimane fa con appostamenti mirati e l'impiego di droni ad alta tecnologia che hanno permesso di documentare lo smaltimento illecito in flagranza. Nonostante la complessità del sito industriale, le forze dell'ordine e il personale tecnico dell'Accademia Kronos non si sono lasciati ingannare dalla superficie: dopo ore di ispezioni minuziose e l'apertura di numerosi tombini, è emersa una rete clandestina di "troppo pieno" progettata appositamente per bypassare i sistemi di depurazione.Le irregolarità riscontrate non si limitano agli scarichi abusivi. Durante le verifiche sono emerse pesanti incongruenze tra i processi di lavorazione effettivamente attivi in azienda e la documentazione ufficiale presentata agli ispettori. La situazione è apparsa subito critica a causa del posizionamento dello stabilimento, letteralmente circondato da terreni destinati a colture agricole, con un rischio altissimo di contaminazione della filiera alimentare.
Al termine del blitz, i Carabinieri Forestali hanno posto i sigilli all'impianto di depurazione, a una linea di lavorazione e a tutte le condotte interrate utilizzate per l'illecito. L'operazione ribadisce l'importanza della sinergia tra forze dell'ordine e associazioni ambientali nella difesa del territorio. Proprio in quest'ottica, l'Accademia Kronos ha ricordato che sono ancora aperte le iscrizioni per il IX corso di formazione dedicato alle aspiranti Guardie Giurate Zoofile-Ambientali.

