Abusi edilizi a Policastro Bussentino: la Guardia di Finanza e i Carabinieri hanno sequestrato sei edifici in costruzione e iscritto nel registro degli indagati 32 persone. L’inchiesta, avviata dalla Procura della Repubblica di Lagonegro, ipotizza gravi irregolarità urbanistiche e reati di falsità ideologica, sia da parte di privati che di pubblici ufficiali.
Secondo quanto emerso dalle indagini e avvalorato dal giudice del Tribunale di Lagonegro, un elemento chiave del presunto reato riguarderebbe la classificazione dei terreni come "Zona E2", con un indice massimo di fabbricabilità pari a 0,03 metri cubi per metro quadrato, anziché "Zona E1", dove l'indice consentito ammonta a 0,003 metri cubi per metro quadrato. Questa discrepanza avrebbe agevolato l’autorizzazione per volumetrie edificabili considerevolmente superiori a quelle previste dal Piano Regolatore. La vicenda assume contorni più gravi considerando che molti progetti edilizi avrebbero approfittato di varianti in corso d'opera per modificare la destinazione d’uso delle aree da agricole a residenziali, senza un’adeguata verifica delle opere già realizzate.
L’indagine ha già coinvolto 32 persone iscritte nel registro degli indagati. Tra queste si annoverano lottizzatori, procuratori speciali, progettisti, direttori dei lavori, acquirenti, venditori e alcuni responsabili pro tempore dell’Ufficio Tecnico Comunale che avrebbero contribuito, a vario titolo, al rilascio dei permessi edilizi incriminati. Secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, sussistono elementi significativi sia per il presunto reato di lottizzazione abusiva sia per il rischio concreto di ulteriori illeciti. Il sequestro è stato quindi ritenuto necessario non solo per prevenire il proseguimento o l’aggravarsi delle violazioni ma anche per garantire l’applicazione della confisca obbligatoria.
Abusi edilizi a Policastro Bussentino: scatta il sequestro 6 edifici in costruzione, 32 indagati
Nella mattina odierna, venerdì 5 giugno, la Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Lagonegro, in collaborazione con la Guardia di Finanza, i Carabinieri e il Reparto Carabinieri Forestali di Vallo della Lucania, ha eseguito un sequestro preventivo su sei fabbricati in costruzione nella località Isca dei Macelli, frazione Policastro Bussentino del Comune di Santa Marina. L'operazione è stata autorizzata da un decreto emesso il 4 giugno 2026 dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lagonegro. I manufatti sequestrati comprendono oltre quindici unità abitative ed erano previsti per un valore complessivo, una volta ultimati, di oltre un milione e mezzo di euro. Al centro dell'inchiesta vi sono accuse di lottizzazione abusiva cosiddetta "mista" e presunte falsificazioni documentali operate sia da privati che da funzionari pubblici.Le anomalie rilevate
Le indagini si sono concentrate su possibili irregolarità legate alla trasformazione d'uso di terreni agricoli destinati a finalità diverse rispetto a quelle prescritte dai piani urbanistici in vigore. Secondo le ipotesi accusatorie, un'area agricola di 24.276 metri quadrati – classificata come "Zona agricola E" dal vigente Piano Regolatore Generale e originariamente libera da costruzioni – sarebbe stata oggetto di una speculazione edilizia pianificata. Tale schema si sarebbe articolato in tre fasi: suddivisione catastale delle particelle in diciotto lotti non compatibili con la destinazione agricola dell’area; cessione successiva dei terreni attraverso una serie di compravendite tra il 2008 e il 2023; rilascio di permessi di costruzione basati su documentazioni ritenute non veritiere, che avrebbero alterato la reale classificazione urbanistica delle aree.Secondo quanto emerso dalle indagini e avvalorato dal giudice del Tribunale di Lagonegro, un elemento chiave del presunto reato riguarderebbe la classificazione dei terreni come "Zona E2", con un indice massimo di fabbricabilità pari a 0,03 metri cubi per metro quadrato, anziché "Zona E1", dove l'indice consentito ammonta a 0,003 metri cubi per metro quadrato. Questa discrepanza avrebbe agevolato l’autorizzazione per volumetrie edificabili considerevolmente superiori a quelle previste dal Piano Regolatore. La vicenda assume contorni più gravi considerando che molti progetti edilizi avrebbero approfittato di varianti in corso d'opera per modificare la destinazione d’uso delle aree da agricole a residenziali, senza un’adeguata verifica delle opere già realizzate.
Un impatto ambientale significativo
Gli inquirenti ritengono che tali operazioni abbiano portato alla creazione di un insediamento residenziale su terreni inizialmente agricoli e costieri, privi delle necessarie infrastrutture primarie e con un considerevole impatto sull’ambiente circostante. Questo intervento avrebbe provocato un consumo irreversibile di suolo in una zona ritenuta di alto pregio ambientale e paesaggistico.L’indagine ha già coinvolto 32 persone iscritte nel registro degli indagati. Tra queste si annoverano lottizzatori, procuratori speciali, progettisti, direttori dei lavori, acquirenti, venditori e alcuni responsabili pro tempore dell’Ufficio Tecnico Comunale che avrebbero contribuito, a vario titolo, al rilascio dei permessi edilizi incriminati. Secondo il Giudice per le Indagini Preliminari, sussistono elementi significativi sia per il presunto reato di lottizzazione abusiva sia per il rischio concreto di ulteriori illeciti. Il sequestro è stato quindi ritenuto necessario non solo per prevenire il proseguimento o l’aggravarsi delle violazioni ma anche per garantire l’applicazione della confisca obbligatoria.

