Grande festa a Montesano sulla Marcellana per il centesimo compleanno di Vincenzo Bianco, che ha spento 100 candeline circondato dall’affetto dei familiari e dell’intera comunità. Nato il 27 marzo 1926, Vincenzo rappresenta una memoria vivente del territorio, testimone diretto di un secolo di storia, cambiamenti e sacrifici.
Dall’infanzia tra le montagne alla guerra
Ultimo di otto figli, venne al mondo in condizioni difficili: sua madre lo partorì senza assistenza medica, come accadeva spesso all’epoca. Già da bambino contribuiva al sostentamento della famiglia, pascolando le mucche tra i monti di Campolongo.
La sua giovinezza fu segnata dalla Seconda Guerra Mondiale, vissuta tra bombardamenti e pericoli. Un episodio lo ha accompagnato per tutta la vita: una scheggia di mina rimasta nel polmone, mai rimossa.
Emigrazione e lavoro: una vita di sacrifici
Dopo il servizio militare, Vincenzo partì per il Venezuela, dove lavorò come muratore, affrontando le difficoltà dell’emigrazione. Rientrato in Italia, si dedicò alla gestione di un mulino, diventando un punto di riferimento per la comunità locale. L’attività è poi passata al figlio Marcello.
Famiglia e valori
Vedovo della signora Rosa Vassallo, Vincenzo è padre di quattro figli: Rosamaria, Giuseppe, Pasquale e Marcello.
Una vita costruita sul lavoro, sulla famiglia e su valori solidi che ancora oggi rappresentano un esempio per le nuove generazioni.
Il gesto che racconta tutto: andare a votare a 100 anni
Pochi giorni prima del suo compleanno, Vincenzo ha voluto recarsi personalmente al seggio per partecipare al referendum sulla giustizia, dimostrando un forte senso civico e attaccamento alle istituzioni.
Un gesto semplice ma potente, che racconta più di mille parole.
L’abbraccio della comunità
Per celebrare il traguardo dei 100 anni, non sono mancati festeggiamenti e momenti di grande emozione, con la visita anche del sindaco Giuseppe Rinaldi.
Montesano si stringe così attorno a uno dei suoi cittadini più rappresentativi, simbolo di memoria, resilienza e dignità.

