Alla vigilia della conferenza di servizi chiamata a decidere il futuro delle Fonderie Pisano, l'amministratore delegato Ciro Pisano ha dichiarato che l'obiettivo è «riprendere immediatamente l’attività produttiva», sia per «salvaguardare i livelli occupazionali» sia per «non perdere altre commesse», così da garantire la continuità necessaria alla realizzazione, lontano da Fratte, di un nuovo stabilimento. Lo riporta Il Mattino.
I giudici di Palazzo Spada hanno evidenziato che, nel «bilanciamento dei contrapposti interessi di rilevanza costituzionale», prevale «la tutela dell'ambiente e della salute». Agli imprenditori è stata quindi concessa la possibilità di presentare, per il sito di Fratte, un progetto a carattere green capace di superare le criticità segnalate dalla Regione Campania rispetto alle Bat.
Domani sarà dunque esaminato il piano di decarbonizzazione predisposto dai Pisano proprio in attuazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato. L’unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dalla destinazione urbanistica dell’area di Fratte, che da circa vent’anni non è più classificata come industriale. Una questione sollevata dalla Regione Campania e che, almeno per ora, il Comune di Salerno ha di fatto superato.
«Il progetto che abbiamo presentato è altamente innovativo e prevede una trasformazione tecnologica dello stabilimento di Fratte che diventa totalmente green grazie allo smantellamento dei forni a carbone, già avvenuto nei giorni scorsi, e la sostituzione con forni elettrici, con una importante riduzione sia delle emissioni che dell'impatto olfattivo - spiega Ciro Pisano - Siamo fiduciosi che il progetto possa superare la verifica tecnica a cui sarà sottoposto in sede di conferenza di servizi in quanto alla sua stesura ha dato il suo apporto uno dei massimi esperti a livello nazionale nel settore delle fonderie, l'ingegnere Gualtiero Corelli, rappresentante italiano della Commissione Europea che ha contribuito alla definizione delle nuove Bat per le fonderie».
«Il nostro obiettivo - prosegue Pisano - è la ripresa immediata dell'attività produttiva per salvaguardare i livelli occupazionali e per non perdere altre commesse da parte delle numerose aziende che richiedono i nostri prodotti di eccellenza. Tale ripresa è indispensabile per raggiungere il nostro obiettivo finale e cioè continuare a fare il nostro lavoro nei nostri territori con la realizzazione di un nuovo polo industriale pienamente sostenibile, partendo dalla considerazione che non si può trasferire un'azienda che non ha clienti e non produce».
L’amministratore delegato annuncia inoltre che è in corso uno studio per individuare la soluzione più adatta alla riqualificazione dell’area di proprietà che resterà libera una volta trasferito lo stabilimento da Fratte. «Stiamo studiando, con l'aiuto di stimati professionisti, il progetto più idoneo per riqualificare l'area di nostra proprietà che sarà lasciata libera in seguito alla delocalizzazione dello stabilimento di Fratte».
Alla vigilia della possibile concessione di una nuova Aia per consentire la ripresa della produzione, dunque, l’Ad delle Fonderie Pisano guarda anche al futuro dell’area di Fratte. Nessuna indicazione, invece, è ancora arrivata sulla zona individuata per ospitare il nuovo stabilimento.
Fonderie Pisano, vigilia decisiva: «Siamo fiduciosi, il progetto è valido»
L’obiettivo è «riprendere immediatamente l’attività produttiva», sia per «salvaguardare i livelli occupazionali» sia per «non perdere altre commesse», così da garantire la continuità necessaria alla realizzazione, lontano da Fratte, di un nuovo stabilimento delle Fonderie Pisano. A sostenerlo, alla vigilia della conferenza di servizi chiamata a decidere il futuro della storica azienda siderurgica salernitana, è Ciro Pisano, amministratore delegato della società di famiglia. Domani mattina, negli uffici regionali di via Generale Clark, gli enti convocati dalla Regione Campania dovranno valutare se il nuovo progetto elaborato dagli imprenditori salernitani possa consentire il ripristino dell’Autorizzazione integrata ambientale delle Fonderie Pisano, ferme dal 25 marzo scorso.L'iter
A riaprire una vicenda che sembrava ormai conclusa, dopo il diniego dell’Aia alle Fonderie Pisano da parte della Regione Campania per il mancato adeguamento alle Bat, ovvero le migliori tecnologie disponibili previste dall’Unione Europea, è stato il Consiglio di Stato. Lo scorso aprile i Pisano avevano presentato ricorso contro la decisione del Tar di Salerno, che aveva respinto la richiesta di sospendere il provvedimento regionale e, di conseguenza, mantenuto chiuso lo stabilimento.I giudici di Palazzo Spada hanno evidenziato che, nel «bilanciamento dei contrapposti interessi di rilevanza costituzionale», prevale «la tutela dell'ambiente e della salute». Agli imprenditori è stata quindi concessa la possibilità di presentare, per il sito di Fratte, un progetto a carattere green capace di superare le criticità segnalate dalla Regione Campania rispetto alle Bat.
Domani sarà dunque esaminato il piano di decarbonizzazione predisposto dai Pisano proprio in attuazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato. L’unico ostacolo potrebbe essere rappresentato dalla destinazione urbanistica dell’area di Fratte, che da circa vent’anni non è più classificata come industriale. Una questione sollevata dalla Regione Campania e che, almeno per ora, il Comune di Salerno ha di fatto superato.
«Il progetto che abbiamo presentato è altamente innovativo e prevede una trasformazione tecnologica dello stabilimento di Fratte che diventa totalmente green grazie allo smantellamento dei forni a carbone, già avvenuto nei giorni scorsi, e la sostituzione con forni elettrici, con una importante riduzione sia delle emissioni che dell'impatto olfattivo - spiega Ciro Pisano - Siamo fiduciosi che il progetto possa superare la verifica tecnica a cui sarà sottoposto in sede di conferenza di servizi in quanto alla sua stesura ha dato il suo apporto uno dei massimi esperti a livello nazionale nel settore delle fonderie, l'ingegnere Gualtiero Corelli, rappresentante italiano della Commissione Europea che ha contribuito alla definizione delle nuove Bat per le fonderie».
Il profilo
Si tratta dello stesso ingegnere che aveva già collaborato come consulente con i Pisano durante la precedente conferenza di servizi, quando però il progetto presentato non aveva ottenuto il consenso degli enti chiamati a esprimere il proprio parere. Questa volta gli imprenditori puntano sulla sostituzione dei cubilotti alimentati a carbon coke con forni a induzione.«Il nostro obiettivo - prosegue Pisano - è la ripresa immediata dell'attività produttiva per salvaguardare i livelli occupazionali e per non perdere altre commesse da parte delle numerose aziende che richiedono i nostri prodotti di eccellenza. Tale ripresa è indispensabile per raggiungere il nostro obiettivo finale e cioè continuare a fare il nostro lavoro nei nostri territori con la realizzazione di un nuovo polo industriale pienamente sostenibile, partendo dalla considerazione che non si può trasferire un'azienda che non ha clienti e non produce».
L’amministratore delegato annuncia inoltre che è in corso uno studio per individuare la soluzione più adatta alla riqualificazione dell’area di proprietà che resterà libera una volta trasferito lo stabilimento da Fratte. «Stiamo studiando, con l'aiuto di stimati professionisti, il progetto più idoneo per riqualificare l'area di nostra proprietà che sarà lasciata libera in seguito alla delocalizzazione dello stabilimento di Fratte».
Alla vigilia della possibile concessione di una nuova Aia per consentire la ripresa della produzione, dunque, l’Ad delle Fonderie Pisano guarda anche al futuro dell’area di Fratte. Nessuna indicazione, invece, è ancora arrivata sulla zona individuata per ospitare il nuovo stabilimento.

