Dopo il capitolo dedicato a economia e “remigrazione”, Roberto Vannacci presenta la seconda parte del programma di Futuro Nazionale, concentrata su famiglia, natalità, identità e temi etici. Nel documento trovano spazio proposte che vanno dalla revisione dell’approccio all’interruzione volontaria di gravidanza all’abolizione delle unioni civili, fino a nuove restrizioni sulla transizione di genere e sui contenuti televisivi considerati “genderisti” o “omosessualisti”. Previsti anche incentivi economici per le famiglie con figli e una netta opposizione a eutanasia e suicidio assistito.
Vannacci, il programma di Futuro Nazionale: stop alle unioni civili, stretta su aborto e transizione di genere
Uno dei capitoli centrali riguarda l’interruzione volontaria di gravidanza. Nel programma viene sostenuto che la legge 194 del 1978 non abbia introdotto un vero e proprio “diritto all’aborto”, ma abbia previsto una depenalizzazione dell’interruzione di gravidanza in determinate circostanze.
Da questa impostazione derivano diverse proposte. Futuro Nazionale punta a rafforzare la presenza delle associazioni pro-Vita nei consultori, prevedere informazioni sul battito fetale e aumentare gli strumenti economici destinati alle donne che affrontano gravidanze difficili. Nel documento compare anche l’idea di sviluppare forme di adozione prenatale.
Proposto lo stop alla RU-486
Tra le misure più nette c’è la proposta di vietare completamente la somministrazione della pillola abortiva RU-486. Il programma sostiene inoltre la necessità di riconoscere il concepito come soggetto titolare di interessi giuridicamente tutelati.
La presenza di un figlio durante la gravidanza dovrebbe inoltre essere considerata, secondo il progetto, anche per l’accesso ad alcuni benefici pubblici, dalle agevolazioni economiche alle graduatorie per le case popolari e alle borse di studio. Sono previste anche aggravanti per i reati commessi contro donne incinte quando provochino la perdita del nascituro.
Un ministero dedicato a Vita, Famiglia e Identità
Futuro Nazionale propone anche l’istituzione di un ministero della Vita, della Famiglia naturale e dell’Identità. A questo dovrebbe affiancarsi un Piano nazionale per la vita nascente e la prevenzione dell’aborto. Nel documento compare inoltre la proposta di istituire il 25 marzo una “Giornata nazionale della vita nascente”.
Contenuti Lgbt in televisione: proposta una fascia protetta dalle 6 alle 23
Un altro capitolo riguarda i contenuti televisivi. Il programma propone una fascia protetta particolarmente estesa, dalle 6 alle 23, durante la quale dovrebbero essere vietati programmi, scene e messaggi pubblicitari considerati “genderisti” o “omosessualisti” quando accessibili ai minori. Per le emittenti che non rispettassero le nuove regole viene ipotizzato un sistema di sanzioni che potrebbe arrivare, nei casi previsti, fino alla sospensione della licenza.
Futuro Nazionale propone l’abolizione delle unioni civili
Particolarmente rilevante è anche la posizione sulle unioni civili. Il programma propone la loro abolizione, mantenendo il matrimonio come unico istituto giuridico di coppia. «Il matrimonio rimane l’unico istituto di coppia, perché solo la procreazione ha rilievo pubblico», sostiene il documento.
I diritti attualmente collegati alle unioni civili, come assistenza sanitaria ed eredità, non verrebbero necessariamente eliminati, ma trasformati in diritti individuali attribuibili dal cittadino a una persona scelta.
Adozioni soltanto per coppie composte da un uomo e una donna
La stessa impostazione viene applicata alle adozioni. Secondo il programma di Futuro Nazionale, l’accesso dovrebbe essere riservato alle coppie composte da un padre e una madre, escludendo sia le coppie omosessuali sia i single.
Accanto alle restrizioni sui temi etici, Vannacci propone però anche una serie di misure economiche destinate alle famiglie. Tra queste figurano un nuovo quoziente familiare, esenzioni fiscali progressive in base al numero dei figli, un “reddito di rinascita” destinato alle madri e il cosiddetto “mutuo tricolore”, che prevederebbe l’azzeramento degli interessi con la nascita del terzo figlio.Per i dipendenti pubblici con famiglie numerose vengono inoltre proposte le “quote azzurre”, pensate per agevolare i trasferimenti.
Transizione di genere, stretta soprattutto sui minori
Un’altra parte del programma riguarda la transizione di genere. Futuro Nazionale propone di vietare per i minorenni gli interventi chirurgici di riassegnazione, gli ormoni cross-sex e i bloccanti della pubertà anche in presenza del consenso dei genitori.
Il cambio di sesso dei minori dovrebbe inoltre essere configurato come “reato universale”. Per gli adulti continuerebbe invece a essere possibile ricorrere agli interventi, ma non attraverso il Servizio sanitario pubblico.
Il documento chiede inoltre all’Italia di opporsi alle direttive europee e internazionali ritenute espressione dell’“ideologia woke” e dell’“agenda Lgbt”, anche qualora questo dovesse determinare contenziosi davanti a organismi internazionali.
No anche a eutanasia e suicidio assistito
La linea proposta da Vannacci si estende infine alle questioni del fine vita. Futuro Nazionale esprime una netta opposizione all’eutanasia e al suicidio assistito, chiedendo invece la piena applicazione della normativa sulle cure palliative e un rafforzamento della terapia del dolore.
Secondo il programma, idratazione e alimentazione non dovrebbero essere considerate trattamenti sanitari e quindi non dovrebbero essere sospese con l’obiettivo di provocare la morte. Potrebbero invece essere interrotti soltanto quei trattamenti considerati oggettivamente sproporzionati, inefficaci o capaci di produrre più danni che benefici.
Viene inoltre ammesso il ricorso a terapie antidolorifiche che possano eventualmente ridurre indirettamente la durata della vita, purché l’obiettivo del trattamento non sia provocare intenzionalmente la morte.
Con questo secondo capitolo programmatico, Vannacci definisce quindi in maniera più dettagliata la linea di Futuro Nazionale sui temi della famiglia, della natalità, dei diritti civili e del fine vita, aprendo inevitabilmente un confronto politico su proposte destinate a incidere profondamente sull’attuale quadro normativo italiano.

