Nessuna trombosi e solo effetti collaterali lievi dopo la somministrazione del vaccino Pfzer su sugli adolescenti. Questi sono i dati, molto incoraggianti, emersi dagli studi clinici di fase 3 che hanno permesso alle agenzie regolatorie statunitense ed europee di dare il via libera al vaccino a mRna anche sui ragazzi nella fascia di età tra i 12 e i 15 anni. Gli studi si sono basati sui risultati emersi su un campione di 2.260 adolescenti arruolati negli Stati Uniti e divisi a metà in due sottogruppi: ad uno è andato il vero vaccino e all’altro un placebo. Dai risultati, oltre all'effetto collaterale più comune dopo l'inoculazione dei vaccini di Pfizer anche negli adulti e cioè il dolore o gonfiore al sito dell'iniezione, sono stati riscontrati anche casi di forte stanchezza, forti mal di testa e febbre alta.
Effetti del vaccino Pfizer su adolescenti e ragazzi
In tutti i casi, secondo gli studi clinici di Fase 3 pubblicati sulla rivista scientifica
New England Journal of Medicine, la gravità degli
effetti collaterali riscontrati è stata da lieve a moderata ma i sintomi si sono sempre
risolti entro pochi giorni. Alcuni effetti collaterali sono stati segnalati maggiormente dopo la
seconda dose. La febbre alta oltre i 38°C ad esempio si è verificata dopo la seconda dose nel 20% del campione tra i 12-15 anni e nel 17% della classe 16-25 anni. Durante i test gli eventi avversi gravi sono stati pochi e nessuno correlato al vaccino. Non ci sono stati decessi, reazioni allergiche e casi di trombosi così come non son stati segnalati casi di miocarditi.
Il caso delle miocarditi sugli adolescenti
Le
miocarditi però sono ora al centro di tutti gli studi in corso sul
vaccino Pfizer sugli
adolescenti dopo diverse segnalazioni arrivate dai Paesi dove il vaccino anti covid è già in uso sulla fascia di età più giovane. In particolare alcuni sistemi di
farmacosorveglianza di alcuni Paesi hanno rilevato casi di
miocardite e pericardite dopo la seconda dose del
vaccino anti Covid di Pfizer ma al momento l’associazione col vaccino non è stata ancora accertata.
A lanciare l’allerta è stato il
ministero della Salute israeliano che ha segnalato
275 casi giovani maschi di età 16-30 su oltre 5 milioni di persone vaccinate con una maggiore incidenza nei ragazzi più giovani, con età compresa tra i 16 e i 19 anni. Fortunatamente nel
95% dei
casi si è trattato di
malesseri lievi, che hanno richiesto non più di quattro giorni di
ricovero in
ospedale. Alcune casi segnalati anche in
Usa e
Canada ma per gli esperti le percentuali non sono superiori a quelle attese nella popolazione generale anche se l’attenzione è massima.