In una delle più significative escalation militari degli ultimi anni, Stati Uniti e Israele hanno avviato una serie di attacchi congiunti contro la Repubblica islamica dell’Iran nella mattinata di sabato 28 febbraio 2026. L’azione ha preso di mira obiettivi militari, siti strategici e infrastrutture chiave sul territorio iraniano, suscitando forti tensioni in tutto il Medio Oriente e oltre.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le operazioni militari sono finalizzate a difendere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e ad “eliminare le minacce” rappresentate da Teheran, affermando che il regime non potrà mai ottenere armi nucleari. Trump ha anche avvertito che potrebbero verificarsi perdite americane nell’ambito dell’operazione, sottolineando l’importanza di questa fase per la sicurezza globale.
L’Iran ha risposto con il lancio di missili verso Israele, mentre numerose nazioni nella regione hanno attivato sistemi di allerta e chiuso spazi aerei per ragioni di sicurezza. In Israele sono state udite sirene d’allarme in varie aree, portando alla sospensione di voli e all’attivazione di piani di protezione civile.
La reazione ufficiale di Teheran è stata di condanna dell’offensiva, definita una violazione della sovranità iraniana. Il regime ha promesso una risposta altrettanto “decisa”, mentre diplomatici internazionali hanno espresso timori per un’ulteriore escalation del conflitto. Le autorità italiane hanno convocato riunioni di emergenza per valutare la situazione e stanno considerando l’evacuazione dei cittadini italiani presenti nella Repubblica islamica.
L’attacco segna un nuovo capitolo di un conflitto iniziato anni fa con tensioni crescenti tra Iran, Stati Uniti e Israele sulle ambizioni nucleari di Teheran e sulle sue capacità missilistiche. I colloqui diplomatici recenti non sono riusciti a trovare un terreno di intesa, e ora la regione si trova di fronte a una nuova e imprevedibile fase di instabilità.
USA e Israele lanciano un ampio attacco militare contro l’Iran
Decine di esplosioni sono state avvertite in diverse aree dell’Iran, con fumo visibile soprattutto a Teheran. Tra gli obiettivi colpiti risultano siti militari e strutture considerate parte dell’apparato di difesa e comando, comprese residenze di alto profilo politico e zone strategiche nelle città di Teheran, Isfahan, Qom, Karaj e Kermanshah. L’azione ha fatto seguito all’annuncio congiunto delle forze statunitensi e israeliane, che hanno definito l’operazione una risposta alla «minaccia imminente» rappresentata dal programma missilistico e nucleare iraniano.Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le operazioni militari sono finalizzate a difendere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e ad “eliminare le minacce” rappresentate da Teheran, affermando che il regime non potrà mai ottenere armi nucleari. Trump ha anche avvertito che potrebbero verificarsi perdite americane nell’ambito dell’operazione, sottolineando l’importanza di questa fase per la sicurezza globale.
L’Iran ha risposto con il lancio di missili verso Israele, mentre numerose nazioni nella regione hanno attivato sistemi di allerta e chiuso spazi aerei per ragioni di sicurezza. In Israele sono state udite sirene d’allarme in varie aree, portando alla sospensione di voli e all’attivazione di piani di protezione civile.
La reazione ufficiale di Teheran è stata di condanna dell’offensiva, definita una violazione della sovranità iraniana. Il regime ha promesso una risposta altrettanto “decisa”, mentre diplomatici internazionali hanno espresso timori per un’ulteriore escalation del conflitto. Le autorità italiane hanno convocato riunioni di emergenza per valutare la situazione e stanno considerando l’evacuazione dei cittadini italiani presenti nella Repubblica islamica.
L’attacco segna un nuovo capitolo di un conflitto iniziato anni fa con tensioni crescenti tra Iran, Stati Uniti e Israele sulle ambizioni nucleari di Teheran e sulle sue capacità missilistiche. I colloqui diplomatici recenti non sono riusciti a trovare un terreno di intesa, e ora la regione si trova di fronte a una nuova e imprevedibile fase di instabilità.

