Uomo evirato nel sonno ad Angri, l'imputata chiede scusa in aula: «Ero esasperata»

Si sono tenute nel Tribunale di Nocera Inferiore le dichiarazioni spontanee di M.S.A., la trentacinquenne originaria del Bangladesh imputata per lesioni gravissime nei confronti dell'ex compagno 41enne come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I fatti risalgono allo scorso 1° maggio ad Angri, quando la donna ha mutilato l'uomo con un coltello da cucina mentre questi dormiva, aggressione da cui la vittima si è salvata a seguito del tempestivo ricovero ospedaliero.
I legali della parte civile — gli avvocati Angelo Pisani, Francesco Paolo Laudisio e Rita Ronchi — hanno respinto fermamente le esternazioni dell'imputata, definendole contraddittorie e prive di una reale presa di coscienza della gravità della mutilazione subita dalla vittima. Gli avvocati hanno al contempo rivolto un appello alle istituzioni statali affinché vengano garantiti un sostegno psicologico e sanitario permanente e un aiuto concreto alla famiglia del quarantunenne.
I fatti risalgono allo scorso 1° maggio ad Angri, quando la donna ha mutilato l'uomo con un coltello da cucina mentre questi dormiva, aggressione da cui la vittima si è salvata a seguito del tempestivo ricovero ospedaliero.
Uomo evirato ad Angri, l'imputata chiede scusa
Nel corso dell'udienza, la donna si è detta rammaricata e dispiaciuta per il gesto commesso, giustificandolo con un clima di esasperazione e violenza subito, pur ammettendo che l'atto resta ingiustificabile e manifestando la volontà di lavorare per risarcire i danni. Secondo le tesi d'accusa, il movente sarebbe legato al risentimento maturato dopo la decisione dell'uomo di fare ritorno dalla moglie e dai figli.I legali della parte civile — gli avvocati Angelo Pisani, Francesco Paolo Laudisio e Rita Ronchi — hanno respinto fermamente le esternazioni dell'imputata, definendole contraddittorie e prive di una reale presa di coscienza della gravità della mutilazione subita dalla vittima. Gli avvocati hanno al contempo rivolto un appello alle istituzioni statali affinché vengano garantiti un sostegno psicologico e sanitario permanente e un aiuto concreto alla famiglia del quarantunenne.




