Cronaca

Neurologia, il ruolo degli ultrasuoni: al Ruggi di Salerno arrivano specialisti da diverse regioni italiane

Alessia Benincasa
Neurologia, il ruolo degli ultrasuoni: al Ruggi di Salerno arrivano specialisti da diverse regioni italiane
Il ruolo degli ultrasuoni in neurologia: all'ospedale Ruggi di Salerno sono arrivati specialisti da diverse regioni italiane, impegnati per tre giorni in lezioni teoriche e attività pratiche direttamente sui pazienti.

Neurologia, il ruolo degli ultrasuoni: al Ruggi di Salerno arrivano specialisti da diverse regioni italiane

Dall’analisi dei vasi sanguigni all’individuazione delle neuropatie, passando per il sostegno alle terapie contro la spasticità: sono numerosi gli utilizzi degli ultrasuoni in ambito neurologico approfonditi durante la dodicesima edizione delcorso teorico-pratico di base organizzato presso l’ospedale Ruggi di Salerno, con la direzione scientifica del dottor Maurizio Tenuta.

L’appuntamento formativo ha coinvolto professionisti arrivati da varie zone d’Italia, impegnati per tre giorni in lezioni teoriche e attività pratiche direttamente sui pazienti, con particolare attenzione all’impiego delle metodiche ecografiche nella pratica clinica quotidiana.

A uno degli incontri ha preso parte anche il rettore dell’Università degli Studi di Salerno, Virgilio D’Antonio, che ha evidenziato quanto sia importante affiancare all’acquisto e al potenziamento delle apparecchiature una formazione adeguata degli operatori. Disporre di tecnologie moderne, è stato sottolineato, non è sufficiente: occorrono specialisti preparati a impiegarle correttamente e a leggere in modo appropriato i dati ottenuti.

Durante il corso sono state approfondite diverse applicazioni degli ultrasuoni, tra cui lo studio delle malattie cerebrovascolari, delle neuropatie periferiche, come quella associata alla sindrome del tunnel carpale, e delle patologie neurodegenerative. Una parte delle lezioni è stata dedicata anche alla spasticità conseguente all’ictus, con un focus sull’utilizzo dell’ecografia come strumento di supporto durante le procedure con tossina botulinica.

L’iniziativa ha inoltre permesso di valorizzare alcune pratiche già consolidate nell’area salernitana, come l’impiego del Doppler direttamente al letto del paziente nelle stroke unit presenti sul territorio provinciale. Il programma formativo punta così a sviluppare ulteriormente la preparazione degli specialisti e a rafforzare il rapporto tra progresso tecnologico e qualità delle cure.
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