Il dramma della piccola nata e deceduta nel giro di pochissimo tempo tra le mura domestiche di Terzigno resta avvolto in un silenzio impenetrabile. La Procura di Nola ha già fissato per l'inizio della prossima settimana l'autopsia, un passaggio cruciale per determinare se la neonata abbia mai esalato il primo respiro o se il decesso sia avvenuto durante il parto clandestino come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
La ricostruzione di quella notte drammatica parla di un parto avvenuto nel bagno di casa, seguito da un tentativo disperato dei nonni — che dichiarano di essere caduti dalle nuvole — di salvare la nipotina. Prima la sosta presso una struttura privata, ora al vaglio delle autorità, poi l'arrivo a Sarno con la piccola ormai priva di sensi e il cordone ombelicale ancora intatto. Nonostante i medici abbiano lottato per quasi un'ora nel tentativo estremo di rianimarla, ogni sforzo si è rivelato inutile.
Mentre l'ospedale ha già avviato le procedure interne per certificare la correttezza dell'intervento sanitario, il nucleo investigativo dell'Arma sta setacciando la vita della giovane. L'obiettivo principale è dare un nome al padre della bambina, un elemento che potrebbe cambiare radicalmente lo scenario giudiziario, specialmente qualora si trattasse di un adulto. Il muro di "non so" eretto dalla sedicenne è l'ostacolo che i carabinieri stanno cercando di abbattere per fare luce su un caso che ha profondamente scosso l'intera comunità.
Tragedia a Sarno: neonata senza vita in ospedale
Al centro di questa dolorosa vicenda c'è una ragazza di soli sedici anni, attualmente piantonata nel reparto di ginecologia del Villa Malta, la quale continua a sostenere una versione dei fatti che lascia gli inquirenti con molti dubbi: afferma infatti di non aver mai saputo della gravidanza e di ignorare l'identità dell'uomo che l'ha messa incinta.La ricostruzione di quella notte drammatica parla di un parto avvenuto nel bagno di casa, seguito da un tentativo disperato dei nonni — che dichiarano di essere caduti dalle nuvole — di salvare la nipotina. Prima la sosta presso una struttura privata, ora al vaglio delle autorità, poi l'arrivo a Sarno con la piccola ormai priva di sensi e il cordone ombelicale ancora intatto. Nonostante i medici abbiano lottato per quasi un'ora nel tentativo estremo di rianimarla, ogni sforzo si è rivelato inutile.
Mentre l'ospedale ha già avviato le procedure interne per certificare la correttezza dell'intervento sanitario, il nucleo investigativo dell'Arma sta setacciando la vita della giovane. L'obiettivo principale è dare un nome al padre della bambina, un elemento che potrebbe cambiare radicalmente lo scenario giudiziario, specialmente qualora si trattasse di un adulto. Il muro di "non so" eretto dalla sedicenne è l'ostacolo che i carabinieri stanno cercando di abbattere per fare luce su un caso che ha profondamente scosso l'intera comunità.

