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Scafati, 34enne salvato all’ospedale per un caso di Toscana Virus: cos'è, i sintomi e come curarlo

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Alessia Benincasa09/03/2026
Un 34enne, rientrato da un periodo trascorso nelle Marche, è stato curato con successo dai sanitari dell’ospedale di Scafati dopo aver contratto un’infezione da Toscana Virus. Ecco cos'è e quali sintomi ha.

Scafati, 34enne salvato all’ospedale per un caso di Toscana Virus: cos'è, i sintomi e come curarlo

Un 34enne, rientrato da un periodo trascorso nelle Marche, è stato curato con successo dai sanitari dell’ospedale di Scafati dopo aver contratto un’infezione da Toscana Virus. La diagnosi tempestiva ha permesso di intervenire prima che la malattia, trasmessa dalla puntura di un pappatacio, provocasse conseguenze ancora più gravi a carico del sistema nervoso centrale. L’uomo, infatti, aveva già sviluppato importanti disturbi neurologici ed era entrato in uno stato di forte sonnolenza.

La prontezza dell’intervento medico è stata determinante per scongiurare un aggravamento delle condizioni del paziente. Al “Mauro Scarlato” di Scafati, gli specialisti dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive, diretta dalla dottoressa Annarita Sullo, hanno affrontato e risolto un caso particolarmente raro di Toscana Virus.

Il 34enne aveva trascorso la prima settimana di agosto nelle Marche. Al termine del soggiorno aveva cominciato a manifestare i primi segnali dell’infezione, che nel giro di pochi giorni aveva assunto caratteristiche preoccupanti. Verso la fine di agosto, la comparsa di febbre persistente accompagnata da una forte cefalea frontale lo ha portato a rivolgersi al Pronto Soccorso dell’ospedale di Nocera Inferiore.

Alla cefalea si erano aggiunti episodi di vertigine e una marcata difficoltà nei movimenti del collo, sintomi compatibili con una possibile sindrome meningea. Dopo i primi esami e l’avvio di una terapia antibiotica d’urgenza, il paziente è stato trasferito il giorno seguente presso il reparto di Malattie Infettive di Scafati.

Le sue condizioni, al momento dell’arrivo, erano particolarmente delicate. Il giovane presentava ancora febbre, un significativo rallentamento dei movimenti e uno stato di sopore, pur mantenendo la capacità di rispondere agli stimoli verbali.

I medici del “Mauro Scarlato” hanno quindi agito rapidamente, iniziando un trattamento intensivo a base di farmaci steroidei e antivirali. Parallelamente è stato effettuato un prelievo di liquido cerebrospinale, inviato con urgenza ai laboratori di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli per sottoporlo agli accertamenti molecolari.

L'ipotesi formulata dall'équipe si è rivelata corretta. Nel giro di appena 48 ore dall'inizio della terapia, i disturbi neurologici hanno registrato un evidente miglioramento, mentre gli indicatori dell’infiammazione hanno subito una significativa riduzione. La diagnosi è stata poi confermata alcuni giorni più tardi dal laboratorio napoletano: l’esame PCR-RNA ha infatti rilevato la presenza del Toscana Virus.

Il virus, tornato recentemente al centro dell’attenzione anche per il caso che ha interessato il cantautore Tommaso Paradiso, è un agente patogeno noto da tempo. È presente da decenni in Italia e in diverse aree del bacino del Mediterraneo. La trasmissione avviene attraverso la puntura dei flebotomi, i piccoli insetti comunemente conosciuti come pappataci, e non può invece avvenire direttamente da una persona all’altra.

Nella maggior parte delle persone l’infezione non provoca sintomi oppure determina disturbi lievi e di breve durata. In una percentuale molto più limitata di casi, tuttavia, il virus può raggiungere il sistema nervoso e interessare le membrane che rivestono il cervello, provocando meningite o encefalite.

In questo caso, la rapidità della diagnosi e la collaborazione tra le diverse strutture sanitarie del territorio salernitano hanno consentito di intervenire efficacemente, permettendo al giovane di superare la fase più critica e tornare alla propria quotidianità.

Cos'è il Toscana Virus e i suoi sintomi

Il Toscana virus (Tosv) è un agente infettivo ancora poco noto al grande pubblico, ma presente da tempo sul territorio italiano. La trasmissione avviene attraverso i flebotomi, conosciuti comunemente come pappataci, la cui attività raggiunge il livello massimo soprattutto tra luglio e settembre.

L’attenzione sul virus è cresciuta recentemente anche dopo la testimonianza condivisa sui social dal cantautore Tommaso Paradiso, costretto a cancellare due appuntamenti estivi a causa della convalescenza. Secondo gli esperti dell’Istituto superiore di sanità, mantenere alta l’attenzione è importante, tanto che l’Iss ha pubblicato una serie di informazioni sull’infezione.

Un’infezione monitorata in Italia

I dati della sorveglianza nazionale mostrano una presenza significativa del virus. Nel 2025 sono stati rilevati 115 casi autoctoni e un caso acquisito all’estero. Nel 2024, invece, i casi autoctoni erano stati 238, mentre quelli importati avevano raggiunto quota 503.

Un'analisi ha preso in esame le infezioni neuro-invasive segnalate al sistema di sorveglianza tra il 2016 e il 2023, per un totale di 607 episodi. Nello stesso arco temporale sono stati registrati anche due decessi attribuiti all’infezione.

Particolarmente significativo il dato relativo agli ultimi anni considerati: 276 casi, quasi la metà del totale, sono stati notificati nel biennio 2022-2023, periodo caratterizzato da un’incidenza nettamente superiore rispetto agli anni precedenti.

La malattia presenta inoltre una precisa stagionalità. I casi vengono osservati generalmente tra maggio e novembre, con il numero più elevato di infezioni concentrato nel mese di agosto. Tra i 607 casi analizzati, circa il 70% ha riguardato persone di sesso maschile.

Per gli anni compresi tra il 2020 e il 2023, quando erano disponibili informazioni cliniche più dettagliate, sono stati esaminati 372 casi di infezione neuro-invasiva. Nel 17,8% dei pazienti si è manifestata una meningo-encefalite, nel 32,5% un’encefalite, nel 48,1% una meningite. Più rare sono risultate la polineuropatia, riscontrata nell’1,1% dei casi, e la contemporanea presenza di meningite e polineuropatia, osservata nello 0,5%.

Anche le condizioni climatiche sembrano avere un ruolo nella diffusione della malattia. Le stagioni caratterizzate da fenomeni meteorologici particolarmente anomali o estremi sono state associate a una maggiore frequenza dei casi, come accaduto nel 2018, nel 2022 e nel 2023.

Le precauzioni da adottare

Al momento, la strategia preventiva principale contro le arbovirosi consiste nel limitare il più possibile il contatto con i vettori durante i mesi nei quali la loro attività è maggiore, indicativamente da maggio a ottobre.

L’Istituto superiore di sanità raccomanda quindi di adottare misure utili a evitare le punture, soprattutto quando ci si trova all’aperto. Tra le precauzioni indicate ci sono l’utilizzo di prodotti repellenti e l’impiego di abiti che coprano adeguatamente il corpo, come pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe.

Particolare attenzione va prestata nelle ore dell’alba e del tramonto, quando l’attività dei flebotomi può essere più intensa. È inoltre consigliabile installare zanzariere alle finestre e, quando possibile, soggiornare in locali dotati di climatizzazione.

I sintomi dell’infezione

Dopo la puntura infettante, l’incubazione del Toscana virus dura generalmente dai 3 ai 7 giorni, anche se in alcuni casi può arrivare fino a due settimane. La durata è legata anche alla quantità di virus trasmessa con la puntura.

Nella maggior parte delle persone l’infezione non provoca sintomi oppure si manifesta con disturbi lievi. Tra le manifestazioni più frequenti ci sono febbre, mal di testa, nausea e vomito, che compaiono generalmente in modo improvviso. Nella maggior parte dei casi questi sintomi si risolvono spontaneamente nell’arco di circa una settimana, senza richiedere cure mediche, motivo per cui molte infezioni non vengono diagnosticate.

Nei casi più severi, invece, il Toscana virus può raggiungere il sistema nervoso e provocare forme neuro-invasive. Tra le complicanze rientrano meningite e meningo-encefalite, ma sono state osservate anche patologie a carico del sistema nervoso periferico, come la sindrome di Guillain-Barré e le poliradiculomielopatie. Possono inoltre essere interessati i nervi cranici, con conseguenze quali perdita dell’udito e paralisi facciale.

Nonostante alcune forme possano assumere un decorso grave, gli esiti permanenti e i decessi restano eventi molto poco frequenti. Non è attualmente disponibile un farmaco antivirale specificamente diretto contro il Toscana virus. La gestione dell’infezione si basa quindi soprattutto sul trattamento dei sintomi e sulle terapie di supporto. Quando il coinvolgimento neurologico è importante, può rendersi necessario il ricovero in ospedale.

La trasmissione attraverso i pappataci

Il contagio avviene durante il pasto di sangue delle femmine dei flebotomi, principalmente nel periodo compreso tra maggio e ottobre. La presenza di anticorpi contro il Toscana virus è stata riscontrata non solo nell’uomo, ma anche in diverse specie animali, tra cui cavalli, gatti, cani, pecore, maiali, bovini e pipistrelli.

In Italia il principale vettore è il Phlebotomus perniciosus, particolarmente diffuso nelle zone rurali e periurbane delle regioni tirreniche e meridionali, sia nelle aree a bassa quota sia in quelle più elevate, tra 17 e 1.070 metri.

Un’altra specie coinvolta è il Phlebotomus perfiliewi, che presenta le concentrazioni maggiori lungo il versante adriatico dell’Appennino, in particolare nel territorio compreso tra Abruzzo ed Emilia-Romagna. Elevate densità di questa specie sono state rilevate anche in Toscana, Calabria e Sicilia, dove il flebotomo è stato individuato fino a quote di 1.147 metri.
#Scafati

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