Nei prossimi mesi sarà applicato il test immediato per rilevare droga e alcol sul posto di lavoro, introdotto dalla nuova direttiva contenuta nel Decreto Sicurezza.
Il test anti droga e alcol sul posto di lavoro: come funziona
Il test immediato per rilevare droga e alcol sul posto di lavoro, introdotto dalla nuova direttiva contenuta nel decreto sicurezza, sarà applicato in situazioni specifiche. Nei prossimi mesi, oltre ai consueti controlli periodici, sarà possibile effettuare verifiche istantanee durante l'orario lavorativo da parte di un medico competente, soprattutto nei settori considerati a rischio. Come riportato da Repubblica, una circolare dell’Ispettorato del Lavoro ha chiarito i dettagli, facendo riferimento all’articolo 17 del decreto legge 159/2025. Finora, l’accertamento avveniva solo in occasione di controlli regolari o in seguito a incidenti sul luogo di lavoro. La legge richiede che tali test vengano eseguiti solo in presenza di un «ragionevole motivo», ossia quando l’assunzione di alcol o droga appare visibile e tale da rappresentare un rischio concreto per causare incidenti. Questi ultimi potrebbero generare lesioni, danni o addirittura vittime sul posto di lavoro. Tuttavia, per una corretta attuazione della norma è necessario attendere un passaggio nell’Accordo Stato-Regioni, che definirà le condizioni e le modalità di accertamento della tossicodipendenza e dell’alcolismo. Un altro ostacolo riguarda la disponibilità di medici competenti, visto che si prevede un incremento necessario per garantire la sorveglianza sanitaria delle imprese. Per le realtà con meno di dieci dipendenti, sono previste convenzioni con aziende sanitarie locali o medici competenti al fine di rispettare gli obblighi di controllo. Inoltre, tra gli obiettivi rientra anche il dovere dei medici di informare i lavoratori sui rischi oncologici legati al lavoro e promuovere la partecipazione ai programmi di screening previsti dai livelli essenziali di assistenza. Oltre ai test anti droga e alcol, il decreto sicurezza introduce ulteriori misure per rafforzare la tutela nei luoghi di lavoro. Tra queste, l’obbligo di fornire il badge di cantiere, disponibile anche in formato digitale, per agevolare verifiche e accertamenti. Questo badge non sostituisce la tessera di riconoscimento ma aggiunge un codice univoco anticontraffazione. La mancata applicazione di questa norma può comportare sanzioni tra i 100 e i 500 euro per lavoratore. Infine, viene perfezionato il sistema della patente a punti contro il lavoro sommerso: ogni impresa perde 5 crediti per ciascun dipendente non regolarizzato, indipendentemente dall’effettivo numero di ore lavorate.

