Nuova stretta sui passaporti per chi vuole partire in viaggio per gli Stati Uniti d'America. Chi ha un documento con una validità residua inferiore a sei mesi potrebbe vedersi negare l'imbarco.
La cosiddetta «regola dei sei mesi» stabilisce che il documento di viaggio debba mantenere una validità sufficiente a coprire il periodo previsto per la permanenza e, in determinati casi, anche i sei mesi successivi. I controlli vengono effettuati prima della partenza sia dalle compagnie aeree sia dalle autorità competenti. Di conseguenza, il passeggero può rischiare di non essere imbarcato anche quando il biglietto è stato acquistato e il viaggio è già stato programmato.
Esistono tuttavia accordi specifici tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi che consentono ai rispettivi cittadini di non rispettare il margine supplementare dei sei mesi. Per chi rientra in queste eccezioni, è sufficiente che il passaporto resti valido per l'intera durata del soggiorno negli Stati Uniti.
Per chi possiede un visto ancora valido inserito in un passaporto ormai scaduto, non è invece necessario ottenere un nuovo visto. È possibile viaggiare portando con sé sia il vecchio documento contenente il visto sia il passaporto valido. Prima di mettersi in viaggio è quindi fondamentale controllare attentamente la scadenza del proprio passaporto e verificare se il Paese di cittadinanza rientra tra quelli esclusi dall'obbligo dei sei mesi.
Stati Uniti d'America, nuova stretta sui passaporti: cosa controllare prima di partire per non essere respinti in aeroporto
Gli Stati Uniti rafforzano i controlli sui viaggiatori internazionali.Chi parte dagli aeroporti di Miami, New York, Orlando e Chicago su voli diretti all'estero potrebbe incontrare problemi al momento dell'imbarco qualora il proprio passaporto abbia una validità residua inferiore ai sei mesi. La disposizione, riferisce El Cronista, deriva dalle regole adottate dal Dipartimento di Stato americano e dalla Customs and Border Protection (CBP).La cosiddetta «regola dei sei mesi» stabilisce che il documento di viaggio debba mantenere una validità sufficiente a coprire il periodo previsto per la permanenza e, in determinati casi, anche i sei mesi successivi. I controlli vengono effettuati prima della partenza sia dalle compagnie aeree sia dalle autorità competenti. Di conseguenza, il passeggero può rischiare di non essere imbarcato anche quando il biglietto è stato acquistato e il viaggio è già stato programmato.
Le disposizioni
La normativa prevede, in linea generale, che il passaporto disponga di almeno sei mesi di validità oltre la data prevista per l'uscita dagli Stati Uniti. Non si tratta di una misura introdotta recentemente: il requisito riguarda gli aeroporti che gestiscono collegamenti internazionali, compresi Miami, New York, Orlando e Chicago, particolarmente frequentati per i voli da e verso l'America Latina.Esistono tuttavia accordi specifici tra gli Stati Uniti e alcuni Paesi che consentono ai rispettivi cittadini di non rispettare il margine supplementare dei sei mesi. Per chi rientra in queste eccezioni, è sufficiente che il passaporto resti valido per l'intera durata del soggiorno negli Stati Uniti.
Cosa si rischia
La conseguenza più immediata può essere il rifiuto dell'imbarco da parte della compagnia aerea nello scalo di partenza. Il problema può presentarsi anche quando la prenotazione è stata effettuata e confermata da tempo.Per chi possiede un visto ancora valido inserito in un passaporto ormai scaduto, non è invece necessario ottenere un nuovo visto. È possibile viaggiare portando con sé sia il vecchio documento contenente il visto sia il passaporto valido. Prima di mettersi in viaggio è quindi fondamentale controllare attentamente la scadenza del proprio passaporto e verificare se il Paese di cittadinanza rientra tra quelli esclusi dall'obbligo dei sei mesi.

