Stop all'abbattimento dell'ex fabbrica Doro a Salerno: la Soprintendenza blocca le ruspe

A Salerno si frena sulla demolizione dell'ex stabilimento Doro nel quartiere Fuorni. Nonostante l'avvio dei lavori lo scorso 16 ottobre, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno e Avellino ha stoppato le ruspe avanzando forti obiezioni sia procedurali sia di merito sul piano di abbattimento presentato dal Palazzo di Città e dal proprietario del lotto, Antonino Boccia come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Secondo gli uffici di tutela, la documentazione fornita risulta carente, priva delle firme necessarie e non permette di valutare l'impatto paesaggistico dell'intervento, oltre a non chiarire cosa sorgerà al posto delle strutture abbattute. Tale decisione ha suscitato le critiche del Consorzio Asi, che accusa l'ente di bloccare la riqualificazione dell'area.
La Soprintendenza evidenzia inoltre il potenziale valore storico e testimoniale del sito, simbolo del passato industriale della zona orientale di Salerno. Le verifiche d'archivio hanno rivelato che il nucleo originario dell'edificio risale al 1962, quando nacque come stabilimento della Sacaf (Società Azionaria Conservazione Alimenti Freschi) per la lavorazione degli agrumi, finanziato dall'Isveimer con 500mila euro (all'epoca 500 milioni di lire) e inaugurato il 18 maggio alla presenza del ministro Giulio Pastore. Dopo il fallimento della Sacaf nel 1969, la struttura fu rilevata dalla Doro Italia.
Prima di valutare qualunque autorizzazione, la Soprintendenza pretende integrazioni documentali approfondite per ricostruire la storia dell'immobile, verificarne lo stato e conoscere l'assetto futuro del suolo. Nel frattempo vige il divieto assoluto di demolizione, salvo limitati interventi d'urgenza volti a tutelare l'incolumità pubblica.
Stop all'abbattimento dell'ex fabbrica Doro a Salerno
L'ente guidato dall'architetto Anna Onesti ha bocciato la procedura di autorizzazione paesaggistica semplificata, ritenendola inadeguata per la rasatura totale di un complesso industriale di ampie dimensioni.Secondo gli uffici di tutela, la documentazione fornita risulta carente, priva delle firme necessarie e non permette di valutare l'impatto paesaggistico dell'intervento, oltre a non chiarire cosa sorgerà al posto delle strutture abbattute. Tale decisione ha suscitato le critiche del Consorzio Asi, che accusa l'ente di bloccare la riqualificazione dell'area.
La Soprintendenza evidenzia inoltre il potenziale valore storico e testimoniale del sito, simbolo del passato industriale della zona orientale di Salerno. Le verifiche d'archivio hanno rivelato che il nucleo originario dell'edificio risale al 1962, quando nacque come stabilimento della Sacaf (Società Azionaria Conservazione Alimenti Freschi) per la lavorazione degli agrumi, finanziato dall'Isveimer con 500mila euro (all'epoca 500 milioni di lire) e inaugurato il 18 maggio alla presenza del ministro Giulio Pastore. Dopo il fallimento della Sacaf nel 1969, la struttura fu rilevata dalla Doro Italia.
Prima di valutare qualunque autorizzazione, la Soprintendenza pretende integrazioni documentali approfondite per ricostruire la storia dell'immobile, verificarne lo stato e conoscere l'assetto futuro del suolo. Nel frattempo vige il divieto assoluto di demolizione, salvo limitati interventi d'urgenza volti a tutelare l'incolumità pubblica.




