Il litorale di Castellabate sta vivendo un avvio di stagione estiva a due velocità. Mentre gran parte delle attività costiere ha già aperto i battenti, le imprese balneari della frazione Lago si trovano in una situazione di totale paralisi come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Le forti mareggiate che hanno sferzato la costa cilentana nei mesi scorsi hanno provocato una profonda erosione della costa, ma hanno anche fatto riaffiorare dalla sabbia i resti di un'antica cava e diversi blocchi cilindrici in arenaria, i cosiddetti "rocchi", storicamente utilizzati per l'edificazione dei templi della vicina Paestum.
Per tentare di sbrogliare la complessa matassa burocratica, le associazioni di categoria, supportate dal Sindacato Italiano Balneari, hanno aperto un canale di dialogo con l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Rizzo. L'ipotesi sul tavolo è quella di superare i singoli veti attraverso il rilascio di un'unica autorizzazione cumulativa che permetta la pulizia e la sistemazione della spiaggia sotto la stretta vigilanza di un archeologo professionista incaricato di monitorare i lavori.
Dal palazzo municipale, la consigliera delegata al Demanio Dalila Russo ha respinto le accuse di immobilismo, assicurando che gli uffici comunali stanno lavorando con la massima cautela e responsabilità per ottenere i via libera necessari dal Ministero della Cultura entro le prossime ore.
Le forti mareggiate che hanno sferzato la costa cilentana nei mesi scorsi hanno provocato una profonda erosione della costa, ma hanno anche fatto riaffiorare dalla sabbia i resti di un'antica cava e diversi blocchi cilindrici in arenaria, i cosiddetti "rocchi", storicamente utilizzati per l'edificazione dei templi della vicina Paestum.
Spiaggia del Lago ostaggio della burocrazia
La scoperta, seppur di eccezionale valore culturale, ha fatto scattare l'immediato vincolo archeologico da parte della Soprintendenza di Salerno, congelando di fatto ogni operazione di ripascimento o livellamento dell'arenile da parte dei privati. La denuncia arriva direttamente dai gestori delle strutture balneari del posto, come il Cocoa Beach, che lamentano l'impossibilità di allestire i lidi a causa della carenza di sabbia e del divieto assoluto di movimentare i terreni senza un'autorizzazione preventiva. La preoccupazione tra gli operatori è massima: il timore concreto è quello di non riuscire a posizionare ombrelloni e lettini nemmeno per il mese di giugno, registrando pesanti perdite economiche a stagione ormai inoltrata.Per tentare di sbrogliare la complessa matassa burocratica, le associazioni di categoria, supportate dal Sindacato Italiano Balneari, hanno aperto un canale di dialogo con l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Rizzo. L'ipotesi sul tavolo è quella di superare i singoli veti attraverso il rilascio di un'unica autorizzazione cumulativa che permetta la pulizia e la sistemazione della spiaggia sotto la stretta vigilanza di un archeologo professionista incaricato di monitorare i lavori.
Dal palazzo municipale, la consigliera delegata al Demanio Dalila Russo ha respinto le accuse di immobilismo, assicurando che gli uffici comunali stanno lavorando con la massima cautela e responsabilità per ottenere i via libera necessari dal Ministero della Cultura entro le prossime ore.

