Una recente sentenza del Tribunale di Padova rappresenta un importante precedente per i diritti dei lavoratori in smart working: il giudice ha riconosciuto come infortunio sul lavoro se un dipendente si infortuna in casa.
L’incidente domestico
L'episodio risale all’8 aprile 2022. La donna, caduta in casa, aveva riportato una frattura bilaterale alla caviglia, che ha richiesto un intervento chirurgico e un ricovero ospedaliero. Il medico ha certificato un’inabilità al lavoro per ben 137 giorni.
La posizione dell’Inail e l’intervento del giudice
In un primo momento, l’Inail aveva riconosciuto l’infortunio come risarcibile. Tuttavia, dopo alcune settimane, ha ritrattato la decisione, classificando l'evento come un semplice “infortunio domestico”. Di conseguenza, le spese correlate – come quelle mediche, delle medicazioni e per il noleggio di una sedia a rotelle – sono rimaste a carico della lavoratrice.
Nonostante il respingimento della seconda istanza presentata insieme al sindacato, la dipendente ha deciso di rivolgersi al Giudice del lavoro di Padova, il quale ha stabilito che si trattava a tutti gli effetti di un infortunio sul lavoro. Il Tribunale ha inoltre condannato l’Inail a rimborsare le spese mediche private, evidenziando la particolarità del caso e la lentezza dell’ente nell'intervenire. Grazie all'assistenza legale fornita dal sindacato, la donna ha ricevuto un rimborso di 1.300 euro e il riconoscimento di un’invalidità pari al 9%.
Normativa e sicurezza sul lavoro
“Questa sentenza è una delle poche nel suo genere nel nostro Paese, ma sottolinea l'importanza di regolamentare lo smart working alla luce delle norme sulla sicurezza sul lavoro e sull’indennizzo per infortuni” ha dichiarato Andrea Berto, segretario della FGU Gilda Unams dell’Università di Padova.
Berto ha aggiunto che le normative esistono, ma risultano ancora troppo sintetiche e scarsamente dettagliate. In particolare, l’Inail adotta spesso un approccio che assimila gli incidenti avvenuti durante lo smart working agli infortuni domestici. “Invitiamo i colleghi che si dovessero trovare in situazioni simili a farsi avanti per tutelare i propri diritti,” ha concluso.
Smart working, dipendente si fa male in casa: è infortunio sul lavoro
Una sessantenne padovana, dipendente del dipartimento giuridico dell'Università di Padova, ha ottenuto il riconoscimento del proprio incidente domestico come infortunio sul lavoro, con relativo risarcimento. Il caso, avvenuto mentre era in smart working, è stato deciso l'8 maggio e reso noto dal sindacato Fgu Gilda Unams nei giorni scorsi. Si tratta di una decisione che potrebbe aprire la strada a nuove interpretazioni in tema di tutele per chi opera in telelavoro.L’incidente domestico
L'episodio risale all’8 aprile 2022. La donna, caduta in casa, aveva riportato una frattura bilaterale alla caviglia, che ha richiesto un intervento chirurgico e un ricovero ospedaliero. Il medico ha certificato un’inabilità al lavoro per ben 137 giorni.
La posizione dell’Inail e l’intervento del giudice
In un primo momento, l’Inail aveva riconosciuto l’infortunio come risarcibile. Tuttavia, dopo alcune settimane, ha ritrattato la decisione, classificando l'evento come un semplice “infortunio domestico”. Di conseguenza, le spese correlate – come quelle mediche, delle medicazioni e per il noleggio di una sedia a rotelle – sono rimaste a carico della lavoratrice.
Nonostante il respingimento della seconda istanza presentata insieme al sindacato, la dipendente ha deciso di rivolgersi al Giudice del lavoro di Padova, il quale ha stabilito che si trattava a tutti gli effetti di un infortunio sul lavoro. Il Tribunale ha inoltre condannato l’Inail a rimborsare le spese mediche private, evidenziando la particolarità del caso e la lentezza dell’ente nell'intervenire. Grazie all'assistenza legale fornita dal sindacato, la donna ha ricevuto un rimborso di 1.300 euro e il riconoscimento di un’invalidità pari al 9%.
Normativa e sicurezza sul lavoro
“Questa sentenza è una delle poche nel suo genere nel nostro Paese, ma sottolinea l'importanza di regolamentare lo smart working alla luce delle norme sulla sicurezza sul lavoro e sull’indennizzo per infortuni” ha dichiarato Andrea Berto, segretario della FGU Gilda Unams dell’Università di Padova.
Berto ha aggiunto che le normative esistono, ma risultano ancora troppo sintetiche e scarsamente dettagliate. In particolare, l’Inail adotta spesso un approccio che assimila gli incidenti avvenuti durante lo smart working agli infortuni domestici. “Invitiamo i colleghi che si dovessero trovare in situazioni simili a farsi avanti per tutelare i propri diritti,” ha concluso.

