È terminato il termine di sette giorni dato dagli avvocati di Sigfrido Ranucci alla Rai per ricevere spiegazioni sulla decisione di escluderlo dalla conduzione di Report e, a questo punto, fa ricorso per un possibile rientro.
Dopo la scadenza dei sette giorni concessi alla Rai per chiarire le ragioni dell'allontanamento dalla guida di Report, Ranucci ha quindi avviato la procedura giudiziaria per chiedere il proprio reinserimento provvisorio alla conduzione prima dell'inizio della nuova stagione. In un'intervista rilasciata al Corriere, l'ex volto del programma ha confermato l'iniziativa legale, già anticipata nei giorni precedenti da Fanpage.it, commentando con sarcasmo anche la nuova formazione del programma: «Non ho ancora respinto le proposte avanzate dalla Rai, ho trenta giorni. Esiste anche l'eventualità di un reintegro, quindi potremmo ritrovarci con quattro, cinque o sei conduttori…». Il riferimento riguarda il nuovo assetto guidato da Paolo Corsini, affiancato nella conduzione da Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale, dopo l'uscita di Giulia Presutti.
Secondo il legale, l'azienda avrebbe parlato ufficialmente di «continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità», senza però indicare quali fatti concreti avrebbero determinato tali valutazioni. Per la difesa, se fossero realmente esistiti episodi circostanziati, la Rai avrebbe potuto illustrarli senza difficoltà. Da qui la contestazione dell'assenza di una reale motivazione fattuale, ritenuta particolarmente grave perché proveniente da un'azienda pubblica.
Sulla base di questa impostazione, i legali di Ranucci hanno scelto di presentare un ricorso ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, chiedendo al Giudice del Lavoro un intervento cautelare immediato che annulli l'esclusione e consenta al giornalista di tornare alla guida della trasmissione.
Il magistrato dovrà verificare la presenza del fumus boni iuris, cioè una ragionevole apparenza di fondatezza della pretesa avanzata, e del periculum in mora, vale a dire il rischio che l'attesa necessaria per un processo ordinario provochi un pregiudizio grave e non facilmente riparabile.
Nel caso in cui la richiesta cautelare venisse accolta, la decisione potrebbe arrivare prima dell'8 novembre e imporre alla Rai di reinserire Ranucci nella trasmissione a ridosso dell'esordio stagionale. Se invece il giudice non riconoscesse i presupposti dell'urgenza, la controversia proseguirebbe attraverso un procedimento ordinario, con tempi decisamente più lunghi e una possibile decisione a distanza di oltre un anno.
Questa nuova iniziativa giudiziaria aggiunge dunque un ulteriore elemento di complessità alla riorganizzazione di Report, trasformando la vicenda in un contenzioso vero e proprio. La Rai dovrà proseguire con il nuovo progetto affidato a Piervincenzi e Di Pasquale, ma dovrà anche fare i conti con la possibilità che un eventuale provvedimento cautelare modifichi l'organizzazione del programma proprio a ridosso della messa in onda.
Il prossimo passaggio importante è previsto per il 17 settembre, quando il Consiglio di Amministrazione della Rai tornerà a riunirsi. Tra gli argomenti all'ordine del giorno ci sarà anche il futuro di Report su Rai3.
Sigfrido Ranucci fa ricorso per tornare a Report: «Il rientro non è escluso»
È terminato il termine di sette giorni dato dagli avvocati di Sigfrido Ranucci alla Rai per ricevere spiegazioni sulla decisione di escluderlo dalla conduzione di Report. Non avendo ottenuto i chiarimenti richiesti, il giornalista ha scelto di rivolgersi con procedura urgente al Giudice del Lavoro. Una decisione potrebbe essere presa prima dell'esordio della nuova stagione, previsto per l'8 novembre.Dopo la scadenza dei sette giorni concessi alla Rai per chiarire le ragioni dell'allontanamento dalla guida di Report, Ranucci ha quindi avviato la procedura giudiziaria per chiedere il proprio reinserimento provvisorio alla conduzione prima dell'inizio della nuova stagione. In un'intervista rilasciata al Corriere, l'ex volto del programma ha confermato l'iniziativa legale, già anticipata nei giorni precedenti da Fanpage.it, commentando con sarcasmo anche la nuova formazione del programma: «Non ho ancora respinto le proposte avanzate dalla Rai, ho trenta giorni. Esiste anche l'eventualità di un reintegro, quindi potremmo ritrovarci con quattro, cinque o sei conduttori…». Il riferimento riguarda il nuovo assetto guidato da Paolo Corsini, affiancato nella conduzione da Daniele Piervincenzi e Claudia Di Pasquale, dopo l'uscita di Giulia Presutti.
La strategia dei legali di Ranucci: «Mancano fatti concreti»
La difesa del giornalista intende mettere in discussione le motivazioni alla base del provvedimento adottato dalla Rai. L'avvocato Roberto De Vita ha accusato Viale Mazzini di non avere indicato circostanze precise a sostegno della scelta.Secondo il legale, l'azienda avrebbe parlato ufficialmente di «continue pressioni, opacità, commistione, interferenze, obiettiva incompatibilità», senza però indicare quali fatti concreti avrebbero determinato tali valutazioni. Per la difesa, se fossero realmente esistiti episodi circostanziati, la Rai avrebbe potuto illustrarli senza difficoltà. Da qui la contestazione dell'assenza di una reale motivazione fattuale, ritenuta particolarmente grave perché proveniente da un'azienda pubblica.
Sulla base di questa impostazione, i legali di Ranucci hanno scelto di presentare un ricorso ai sensi dell'articolo 700 del codice di procedura civile, chiedendo al Giudice del Lavoro un intervento cautelare immediato che annulli l'esclusione e consenta al giornalista di tornare alla guida della trasmissione.
I tempi della procedura e le conseguenze sulla nuova stagione
La scelta della via d'urgenza rappresenta, sul piano processuale, lo strumento che potrebbe permettere di intervenire rapidamente sulla programmazione televisiva ormai prossima. In condizioni ordinarie, il procedimento cautelare dovrebbe portare alla fissazione di un'udienza nell'arco di circa 15-20 giorni dalla presentazione del ricorso.Il magistrato dovrà verificare la presenza del fumus boni iuris, cioè una ragionevole apparenza di fondatezza della pretesa avanzata, e del periculum in mora, vale a dire il rischio che l'attesa necessaria per un processo ordinario provochi un pregiudizio grave e non facilmente riparabile.
Nel caso in cui la richiesta cautelare venisse accolta, la decisione potrebbe arrivare prima dell'8 novembre e imporre alla Rai di reinserire Ranucci nella trasmissione a ridosso dell'esordio stagionale. Se invece il giudice non riconoscesse i presupposti dell'urgenza, la controversia proseguirebbe attraverso un procedimento ordinario, con tempi decisamente più lunghi e una possibile decisione a distanza di oltre un anno.
Questa nuova iniziativa giudiziaria aggiunge dunque un ulteriore elemento di complessità alla riorganizzazione di Report, trasformando la vicenda in un contenzioso vero e proprio. La Rai dovrà proseguire con il nuovo progetto affidato a Piervincenzi e Di Pasquale, ma dovrà anche fare i conti con la possibilità che un eventuale provvedimento cautelare modifichi l'organizzazione del programma proprio a ridosso della messa in onda.
Il prossimo passaggio importante è previsto per il 17 settembre, quando il Consiglio di Amministrazione della Rai tornerà a riunirsi. Tra gli argomenti all'ordine del giorno ci sarà anche il futuro di Report su Rai3.

