La reazione del giornalista Ranucci, rimasto coinvolto nell'attentato dello scorso 16 ottobre, dopo la sostituzione alla guida di Report: «Ho appreso dall'Ansa di essere stato sollevato dalla conduzione».
Ranucci ha poi chiarito di non considerare concluso il proprio percorso: «Non è un addio. Non guiderò più Report, ma porterò avanti quella che considero la battaglia più importante della mia vita: la difesa della libertà di stampa. Lo farò pensando ai miei figli e ai vostri figli. Non accetto l’idea di consegnare alle nuove generazioni un mondo così mostruoso, nelle mani di persone altrettanto mostruose e codarde, incapaci di accettare il giornalismo libero e una magistratura indipendente».
«Vi voglio bene e vi ringrazio per la passione e l’impegno che mi avete dimostrato per trent’anni», ha aggiunto. Infine ha ricordato i prossimi appuntamenti: «Questa sera sarò a Favignana, domani ad Agrigento, al teatro Efebo, mentre il 30 sarò a Folrinas, vicino ad Alghero, per Diario di un Trapezista».
A partire dalla prossima stagione, la conduzione del programma sarà affidata a due inviati della trasmissione, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi arrivati attraverso il concorso Rai. De Vita ha ribadito inoltre che Ranucci, almeno per il momento lontano dalla conduzione di Report, continuerà a impegnarsi «nella più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede», riprendendo le parole già espresse dal giornalista.
«Non abbiamo nulla contro i giornalisti scelti per condurre la trasmissione, ma il modo in cui è stata gestita la vicenda costituisce un vero e proprio golpe», ha dichiarato in una nota. La senatrice ha sottolineato inoltre che Ranucci, «fino a prova contraria», resta una vittima e che la redazione non sarebbe stata realmente coinvolta nella decisione.
Floridia ha quindi paragonato la situazione al clima dell'«editto bulgaro» dell'epoca di Berlusconi, parlando questa volta di «Editto Meloni». A suo giudizio, gli avvenimenti delle ultime settimane sarebbero il risultato di una strategia precisa: indebolire per due anni la commissione di Vigilanza, occupare progressivamente il servizio pubblico, ridurre lo spazio delle voci considerate scomode e accompagnarle all'uscita oppure colpirle attraverso una campagna mediatica senza precedenti.
«Lo ribadisco: non c'è alcun pregiudizio nei confronti di chi assumerà la conduzione, ma ciò che è successo in queste settimane rappresenterà per sempre una pagina negativa nella storia della Rai», ha concluso.
Ranucci rompe il silenzio dopo la sostituzione alla guida di Report: «Al mio posto due persone che mortificano chi ha costruito la storia del programma»
«Ho scoperto attraverso l’Ansa che la Rai aveva deciso di togliermi dalla conduzione di Report. La ragione sarebbe il presunto danno alla credibilità della trasmissione provocato dai 2.800 articoli pubblicati nell’arco di due mesi dai quotidiani del gruppo Angelucci e comunque vicini al governo, oltre che dal cosiddetto fuoco amico interno alla Rai. Parliamo delle stesse persone che ieri sono state ringraziate da Mollicone per aver fatto emergere quelli che ha definito “cunei d’ombra” sulla mia figura. A questo punto il quadro è completo». Così Sigfrido Ranucci ha commentato sui social la decisione della Rai di sostituirlo alla guida di Report.Le parole
«A prendere il mio posto saranno due persone, una scelta che considero mortificante per le professionalità che per trent’anni hanno contribuito a costruire la storia di Report e del servizio pubblico», ha scritto su Facebook l’ormai ex conduttore della trasmissione.Ranucci ha poi chiarito di non considerare concluso il proprio percorso: «Non è un addio. Non guiderò più Report, ma porterò avanti quella che considero la battaglia più importante della mia vita: la difesa della libertà di stampa. Lo farò pensando ai miei figli e ai vostri figli. Non accetto l’idea di consegnare alle nuove generazioni un mondo così mostruoso, nelle mani di persone altrettanto mostruose e codarde, incapaci di accettare il giornalismo libero e una magistratura indipendente».
«Vi voglio bene e vi ringrazio per la passione e l’impegno che mi avete dimostrato per trent’anni», ha aggiunto. Infine ha ricordato i prossimi appuntamenti: «Questa sera sarò a Favignana, domani ad Agrigento, al teatro Efebo, mentre il 30 sarò a Folrinas, vicino ad Alghero, per Diario di un Trapezista».
Il legale di Ranucci: «La Rai punisce chi ha subito un attentato»
Anche l’avvocato Roberto De Vita ha contestato duramente la decisione dell’azienda. In una nota, il legale di Ranucci sostiene che la Rai abbia adottato una scelta che «punisce la vittima di un attentato» e che mette in discussione sia Report sia l’autonomia dell’informazione pubblica.A partire dalla prossima stagione, la conduzione del programma sarà affidata a due inviati della trasmissione, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, entrambi arrivati attraverso il concorso Rai. De Vita ha ribadito inoltre che Ranucci, almeno per il momento lontano dalla conduzione di Report, continuerà a impegnarsi «nella più importante battaglia per la difesa della libertà del giornalismo d’inchiesta, in ogni sede», riprendendo le parole già espresse dal giornalista.
Le proteste contro la decisione dell'azienda
La scelta della Rai ha provocato reazioni e polemiche su diversi fronti. Gli inviati storici di Report hanno giudicato la decisione «irricevibile» e hanno fatto sapere di essere pronti a lasciare il programma tutti insieme qualora l’azienda non dovesse rivedere la propria posizione.Floridia: «Un golpe voluto dal governo»
Critica anche Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle ed ex presidente della commissione di Vigilanza Rai. Secondo Floridia, l'allontanamento di Ranucci dalla conduzione rappresentava da tempo un obiettivo dell'attuale governo, che ora sarebbe stato raggiunto.«Non abbiamo nulla contro i giornalisti scelti per condurre la trasmissione, ma il modo in cui è stata gestita la vicenda costituisce un vero e proprio golpe», ha dichiarato in una nota. La senatrice ha sottolineato inoltre che Ranucci, «fino a prova contraria», resta una vittima e che la redazione non sarebbe stata realmente coinvolta nella decisione.
Floridia ha quindi paragonato la situazione al clima dell'«editto bulgaro» dell'epoca di Berlusconi, parlando questa volta di «Editto Meloni». A suo giudizio, gli avvenimenti delle ultime settimane sarebbero il risultato di una strategia precisa: indebolire per due anni la commissione di Vigilanza, occupare progressivamente il servizio pubblico, ridurre lo spazio delle voci considerate scomode e accompagnarle all'uscita oppure colpirle attraverso una campagna mediatica senza precedenti.
«Lo ribadisco: non c'è alcun pregiudizio nei confronti di chi assumerà la conduzione, ma ciò che è successo in queste settimane rappresenterà per sempre una pagina negativa nella storia della Rai», ha concluso.

