Nove consiglieri si sono recati dal notaio per sfiduciare il sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino. L'Amministrazione Comunale dunque cade dopo soli 15 mesi. La fine del mandato arriva dopo continui contrasti, soprattutto all’interno della maggioranza. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
La Città dei Templi sarà dunque affidata a un commissario fino alle prossime elezioni comunali, previste nel 2027. La sfiducia rappresenta l’esito di una lunga fase segnata da forti contrasti sul piano amministrativo. Già all’inizio di dicembre Paolino aveva rischiato di vedere conclusa anzitempo la propria esperienza da sindaco, quando una precedente mozione di sfiducia era stata respinta grazie all’astensione di cinque dei sei consiglieri di opposizione. A confermare un clima ormai compromesso è stata anche l’assenza del sindaco e dell’intera maggioranza, tra assessori e consiglieri, all’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale, per la seconda volta, non sono stati approvati gli adempimenti di bilancio.
A intervenire sulla situazione è stata Adele Renna, una delle consigliere che hanno firmato la sfiducia, che ha parlato di «una gestione eccessivamente accentratrice della macchina comunale». Secondo Renna, la «cosiddetta "giunta tecnica", del tutto avulsa dal nostro tessuto sociale, ha creato una distanza incolmabile tra l'istituzione, i cittadini ed il mondo produttivo» e così «come spesso accade, mentre i tecnici studiavano, Capaccio Paestum è appassita».
La consigliera ha quindi rivolto lo sguardo al futuro, auspicando una nuova guida amministrativa: «La nostra cittadina merita un'amministrazione autorevole, presente e capace di programmare il futuro. Un'amministrazione che deve essere anche solida, compatta e soprattutto determinata».
Nella giornata di ieri non sono arrivate dichiarazioni ufficiali dall’ormai ex sindaco, probabilmente anche per evitare ulteriori polemiche in concomitanza con i funerali dell’84enne trovata morta in una vasca di raccolta e del 33enne deceduto all’alba di domenica nel tragico incidente avvenuto lungo la SS18.
A commentare la situazione è stato invece il deputato Pino Bicchielli, responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia. Secondo Bicchielli, «Capaccio Paestum non può permettersi di rimanere prigioniera delle divisioni e delle vicende degli ultimi mesi» e serve «lavorare insieme, superando personalismi e vecchi schemi, per costruire una soluzione politica seria, credibile e autorevole, capace di restituire alla città un governo stabile e una visione del futuro».
Nove consiglieri dal notaio, l'Amministrazione di Capaccio Paestum guidata Paolino cade dopo 15 mesi
È durata appena 15 mesi l’esperienza amministrativa di Gaetano Paolino alla guida del Comune di Capaccio Paestum. Ieri mattina, lunedì 24 agosto, nove consiglieri comunali si sono recati dal notaio Luigia La Greca di Agropoli per sottoscrivere l’atto di sfiducia che sancisce lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale. A firmare sono stati Angelo Quaglia, Antonio Agresti, Igor Ciliberti, Maria Rosaria Giuliano, Antonio Mastrandrea, Gianmarco Scairati, Eustachio Voza, Adele Renna e Simona Corradino. L’atto è stato poi depositato al protocollo del Comune.La Città dei Templi sarà dunque affidata a un commissario fino alle prossime elezioni comunali, previste nel 2027. La sfiducia rappresenta l’esito di una lunga fase segnata da forti contrasti sul piano amministrativo. Già all’inizio di dicembre Paolino aveva rischiato di vedere conclusa anzitempo la propria esperienza da sindaco, quando una precedente mozione di sfiducia era stata respinta grazie all’astensione di cinque dei sei consiglieri di opposizione. A confermare un clima ormai compromesso è stata anche l’assenza del sindaco e dell’intera maggioranza, tra assessori e consiglieri, all’ultima seduta del Consiglio comunale, durante la quale, per la seconda volta, non sono stati approvati gli adempimenti di bilancio.
La ricostruzione
L’esperienza amministrativa di Paolino a Capaccio Paestum era iniziata tra le difficoltà, a partire dalla scelta di una Giunta interamente composta da tecnici, decisione che aveva suscitato perplessità tra i consiglieri eletti. Successivamente era arrivata un’altra vicenda destinata a far discutere: il Piano Urbanistico Comunale, prima approvato e poi revocato appena 45 giorni più tardi.A intervenire sulla situazione è stata Adele Renna, una delle consigliere che hanno firmato la sfiducia, che ha parlato di «una gestione eccessivamente accentratrice della macchina comunale». Secondo Renna, la «cosiddetta "giunta tecnica", del tutto avulsa dal nostro tessuto sociale, ha creato una distanza incolmabile tra l'istituzione, i cittadini ed il mondo produttivo» e così «come spesso accade, mentre i tecnici studiavano, Capaccio Paestum è appassita».
La consigliera ha quindi rivolto lo sguardo al futuro, auspicando una nuova guida amministrativa: «La nostra cittadina merita un'amministrazione autorevole, presente e capace di programmare il futuro. Un'amministrazione che deve essere anche solida, compatta e soprattutto determinata».
Nella giornata di ieri non sono arrivate dichiarazioni ufficiali dall’ormai ex sindaco, probabilmente anche per evitare ulteriori polemiche in concomitanza con i funerali dell’84enne trovata morta in una vasca di raccolta e del 33enne deceduto all’alba di domenica nel tragico incidente avvenuto lungo la SS18.
A commentare la situazione è stato invece il deputato Pino Bicchielli, responsabile nazionale degli enti locali di Forza Italia. Secondo Bicchielli, «Capaccio Paestum non può permettersi di rimanere prigioniera delle divisioni e delle vicende degli ultimi mesi» e serve «lavorare insieme, superando personalismi e vecchi schemi, per costruire una soluzione politica seria, credibile e autorevole, capace di restituire alla città un governo stabile e una visione del futuro».

