A Eboli c’è una realtà scolastica che continua a distinguersi a livello nazionale per risultati e progettualità. È l’Istituto Comprensivo Giacinto Romano, punto di riferimento per centinaia di famiglie del territorio. Eppure, mentre si moltiplicano i traguardi, cresce anche la preoccupazione per le condizioni logistiche in cui la scuola è costretta a operare.
I successi che danno lustro alla città
Nei prossimi mesi l’istituto sarà protagonista di appuntamenti di rilievo nazionale: dalla partecipazione con l’opera Aida al Teatro di San Carlo, fino alle finali del GEF sul palco del Teatro Ariston, senza dimenticare le competizioni dei Kangourou della Matematica. Risultati che raccontano una scuola dinamica, inclusiva e capace di contrastare la dispersione scolastica, offrendo percorsi formativi di alto profilo.
Secondo quanto evidenziato dalla comunità scolastica, il nuovo Piano di Dimensionamento avrebbe penalizzato proprio un istituto in crescita. Con circa 760 alunni concentrati in un unico plesso e la perdita di spazi come il plesso Molinello, l’istituto si trova oggi a fare i conti con una situazione strutturale complessa.
Per garantire aule ordinarie, sono stati sacrificati laboratori fondamentali per musica, scienze e attività sperimentali. Una scelta che, secondo la scuola, rischia di compromettere la qualità dell’offerta formativa e di creare disparità rispetto ad altri istituti cittadini.
L’appello al Sindaco e all’Amministrazione
Con una delibera unanime, la comunità scolastica ha rivolto un appello urgente al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di Eboli. La richiesta è chiara: intervenire rapidamente per ristabilire un equilibrio logistico dignitoso e restituire alla scuola gli spazi necessari alla sua missione educativa.
Per docenti e famiglie, difendere la “Giacinto Romano” significa tutelare un’eccellenza che rappresenta un patrimonio per l’intera città.

