Sciopero nazionale dei giornalisti oggi 27 marzo
Oggi venerdì 27 marzo le giornaliste e i giornalisti italiani scendono in piazza per chiedere il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da circa 10 anni. La protesta è stata indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana.
In questo tempo gli editori che hanno preso le sovvenzioni pubbliche hanno investito poco nella qualità ed hanno tagliato il costo del lavoro con la riduzione degli organici attraverso la crisi mentre le retribuzioni dei giornalisti sono state colpite dall'inflazione salita al 20%. Le proposte degli editori, tagliando il salario dei neo assunti, rischiano di esasperare la divisione generale nelle redazioni non cogliendo le prospettive del settore.
La posizione della FIEG
La Fieg ha pubblicato un comunicato sullo sciopero nazionale dei giornalisti indetto per oggi venerdì 27 marzo: "In un contesto di grave crisi strutturale per aziende e lavoratori i contributi pubblici hanno consentito agli editoriali di continuare a produrre e distribuire informazione di qualità ed affrontare le sfide introdotte dal digitale e dall'IA.Gli editori della FIEG, nonostante la riduzione delle copie vendute quotidianamente in media, hanno impiegato ingenti risorse per garantire l'informazione, gli investimenti sui prodotti e soprattutto la tutela dei posti di lavoro. Si è infatti riusciti a scongiurare i licenziamenti attraverso il ricorso alle norme del settore che impongono sia rilevanti investimenti sia nuove assunzioni e ciò è avvenuto con il consenso del sindacato. I finanziamenti non sono stati ricevuti dalle aziende ma finanziano l'accesso alla pensione dei giornalisti.
La situazione è peggiorata con la concorrenza dei contenuti gratuiti diffusi dalle piattaforme digitali e dai social che, senza la responsabilità e i costi degli editori, attraggono sempre più utenti ricevendo informazioni, spesso di dubbia qualità, senza accedere ai siti editoriali provocando la diminuzione della base di utenti e dei ricavi pubblicitari.
Nonostante le difficoltà del settore ci troviamo di fronte ad un sindacato che non ha mostrato alcuna volontà di fermarsi davanti alla sfida della modernizzazione del contratto nazionale di lavoro preferendo trincerarsi dietro richieste economiche di recupero dell'inflazione. Gli editori ritengono poco costruttiva la posizione della FNSI di proclamare un uovo sciopero in un momento difficile e di rompere unilateralmlente le trattative respingendo un'offerta economica sostenibile e comunque superiore a quella dell'ultimo rinnovo".

