Il tema della nuova sede della Polizia Municipale di Salerno torna al centro del dibattito cittadino, sollevato questa volta dalla Funzione Pubblica Cgil. Secondo il sindacato, la struttura attuale in via dei Carrari è ormai inadeguata sotto il profilo della sicurezza, della funzionalità e dell’accessibilità, con criticità che si sono aggravate negli anni: infiltrazioni, spazi insufficienti, calcinacci e mancanza di celle di sicurezza e armeria adeguata ostacolano il lavoro quotidiano degli agenti. La collocazione periferica della sede, inoltre, limita l’accesso dei cittadini a un presidio che dovrebbe essere facilmente raggiungibile come riportato dal quotidiano Il Mattino.
Anche la politica aveva evidenziato il problema: circa un anno fa, la consigliera comunale Barbara Figliolia, presidente della Commissione Politiche Sociali, aveva sollecitato «scelte concrete», suggerendo diverse opzioni già individuate, tra cui l’edificio di via Picarielli, l’area del bocciodromo di Santa Margherita di Pastena e la Palazzina Liberty di Fratte, considerate più adatte per spazi e accessibilità.
Oggi il punto di convergenza tra sindacati e politica è chiaro: non servono ulteriori ipotesi, ma decisioni operative immediate. Le criticità logistiche del Comando si riflettono sull’intero funzionamento della macchina comunale, condizionando servizi essenziali come il controllo del territorio, la gestione della mobilità e la sicurezza urbana. La nuova sede della Polizia Municipale si configura così come un banco di prova per la capacità di governo del territorio: garantire infrastrutture adeguate, condizioni di lavoro dignitose e rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini non può più essere rimandato.
Salerno, sede della Polizia Municipale tra calcinacci e pericoli
Antonio Capezzuto, segretario generale della Fp Cgil Salerno, sottolinea l’urgenza di un cambio di passo: «Non possiamo più accettare che personale fondamentale per la sicurezza cittadina operi in condizioni inadeguate. La nuova sede del Comando deve diventare una priorità immediata, perché in gioco non è solo il benessere del personale ma la qualità dei servizi resi ai cittadini». La questione non è solo edilizia: la posizione della caserma incide direttamente sul rapporto tra istituzione e comunità, poiché una sede periferica indebolisce il legame fiduciario, elemento centrale della sicurezza urbana.Anche la politica aveva evidenziato il problema: circa un anno fa, la consigliera comunale Barbara Figliolia, presidente della Commissione Politiche Sociali, aveva sollecitato «scelte concrete», suggerendo diverse opzioni già individuate, tra cui l’edificio di via Picarielli, l’area del bocciodromo di Santa Margherita di Pastena e la Palazzina Liberty di Fratte, considerate più adatte per spazi e accessibilità.
Oggi il punto di convergenza tra sindacati e politica è chiaro: non servono ulteriori ipotesi, ma decisioni operative immediate. Le criticità logistiche del Comando si riflettono sull’intero funzionamento della macchina comunale, condizionando servizi essenziali come il controllo del territorio, la gestione della mobilità e la sicurezza urbana. La nuova sede della Polizia Municipale si configura così come un banco di prova per la capacità di governo del territorio: garantire infrastrutture adeguate, condizioni di lavoro dignitose e rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini non può più essere rimandato.

