Nella mattinata odierna, lunedì 18 maggio, anche a Salerno si è tenuto lo sciopero generale indetto dall'Unione Sindacale di Base (USB) contro il genocidio e per difendere la Flotilla.

Nel frattempo, da Marmaris, in Turchia, i trecento attivisti della Flotilla hanno confermato la loro partenza, nonostante le difficoltà incontrate, tra cui arresti, violenze, sabotaggi alle imbarcazioni e pressioni di vari governi europei. L’Unione Europea ha ribadito che la Flotilla non riceverà alcuna tutela durante il tragitto, mentre il governo italiano continua a mantenere il silenzio su questa questione. Secondo l’USB, questo atteggiamento rappresenta un allineamento tacito alle politiche degli altri Paesi membri dell’Unione. Tuttavia, la missione può contare sul supporto delle persone comuni e dei lavoratori, una rete di solidarietà che ha animato manifestazioni e presidi in tutta Italia negli ultimi mesi.
Lo sciopero generale di oggi raccoglie anche le istanze emerse dalle recenti proteste nel mondo del lavoro: dagli scioperi dei dipendenti pubblici a quelli dei portuali, dalle mobilitazioni nel settore dei trasporti ai licenziamenti nella logistica, fino alle rivendicazioni delle cooperative sociali e del personale scolastico. Secondo l’USB, il contesto attuale riflette un indebolimento continuo dei diritti dei lavoratori, dei salari e delle strutture organizzative. Tuttavia, il fulcro di questa giornata di protesta rimane il rifiuto della violenza contro il popolo palestinese e l’appello al governo Meloni affinché interrompa qualsiasi legame con Israele. La mobilitazione mira a far giungere un messaggio chiaro ai membri della Flotilla: il loro impegno non è isolato e c’è un'Italia solidale pronta a sostenerli nella loro missione di denuncia e aiuto umanitario.
A Salerno, come in tante altre città italiane, la manifestazione si è svolta in un clima di partecipazione compatta e determinata. I presenti hanno ribadito l’urgenza di un cessate il fuoco e il diritto del popolo palestinese a vivere in pace nella propria terra. Promossa dall’USB ma aperta a tutti i lavoratori interessati, la giornata di mobilitazione si è svolta nel pieno rispetto delle norme vigenti e ha rappresentato una testimonianza di lotta collettiva senza compromessi.
Salerno partecipa allo sciopero generale contro il genocidio e per difendere la Flotilla
A Salerno si è svolto nella mattinata odierna, lunedì 18 maggio, lo sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB) a sostegno della Flotilla, impegnata nel suo viaggio verso Gaza senza il supporto delle istituzioni. Il presidio ha avuto luogo presso il porto commerciale, al varco Ponente di via Ligea, dove attivisti, lavoratori e cittadini si sono riuniti per condannare il genocidio in atto e l’economia di guerra che, secondo i promotori, alimenta silenzi governativi e complicità internazionali. L'iniziativa salernitana si inserisce in una giornata di mobilitazione nazionale che coinvolge decine di città italiane, tutte unite nel supporto alla missione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza.
Nel frattempo, da Marmaris, in Turchia, i trecento attivisti della Flotilla hanno confermato la loro partenza, nonostante le difficoltà incontrate, tra cui arresti, violenze, sabotaggi alle imbarcazioni e pressioni di vari governi europei. L’Unione Europea ha ribadito che la Flotilla non riceverà alcuna tutela durante il tragitto, mentre il governo italiano continua a mantenere il silenzio su questa questione. Secondo l’USB, questo atteggiamento rappresenta un allineamento tacito alle politiche degli altri Paesi membri dell’Unione. Tuttavia, la missione può contare sul supporto delle persone comuni e dei lavoratori, una rete di solidarietà che ha animato manifestazioni e presidi in tutta Italia negli ultimi mesi.
Lo sciopero generale di oggi raccoglie anche le istanze emerse dalle recenti proteste nel mondo del lavoro: dagli scioperi dei dipendenti pubblici a quelli dei portuali, dalle mobilitazioni nel settore dei trasporti ai licenziamenti nella logistica, fino alle rivendicazioni delle cooperative sociali e del personale scolastico. Secondo l’USB, il contesto attuale riflette un indebolimento continuo dei diritti dei lavoratori, dei salari e delle strutture organizzative. Tuttavia, il fulcro di questa giornata di protesta rimane il rifiuto della violenza contro il popolo palestinese e l’appello al governo Meloni affinché interrompa qualsiasi legame con Israele. La mobilitazione mira a far giungere un messaggio chiaro ai membri della Flotilla: il loro impegno non è isolato e c’è un'Italia solidale pronta a sostenerli nella loro missione di denuncia e aiuto umanitario.
A Salerno, come in tante altre città italiane, la manifestazione si è svolta in un clima di partecipazione compatta e determinata. I presenti hanno ribadito l’urgenza di un cessate il fuoco e il diritto del popolo palestinese a vivere in pace nella propria terra. Promossa dall’USB ma aperta a tutti i lavoratori interessati, la giornata di mobilitazione si è svolta nel pieno rispetto delle norme vigenti e ha rappresentato una testimonianza di lotta collettiva senza compromessi.

