Salerno perde una delle figure simbolo della propria storia sportiva. Si è spento all’età di 92 anni Ettore Ceni, protagonista del canottaggio cittadino nel secondo dopoguerra e primo atleta salernitano a conquistare un titolo italiano per la Canottieri Irno. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo importante della tradizione sportiva locale Come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Il momento più alto della sua carriera sportiva risale al 5 agosto 1949. In quell’occasione, durante i campionati italiani riservati alla categoria dei diciottenni disputati a Padova, Ceni conquistò il titolo nazionale nella specialità del “quattro con”. In equipaggio con Gigino Coppola, Salvatore Vitale e Adone Mirra, con Matteo Principe al timone, riuscì a portare alla Canottieri Irno il primo titolo tricolore della sua storia nel canottaggio. Fu anche il primo successo nazionale ottenuto da Salerno in questa disciplina nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale.
Quel risultato rappresentò un passaggio significativo per lo sport cittadino, contribuendo a consolidare la presenza del canottaggio salernitano nelle competizioni nazionali. Ceni, cresciuto in via Tasso, era figlio di un maresciallo dell’esercito e aveva sviluppato fin da giovane un forte senso della disciplina e del dovere, valori che caratterizzarono sia la sua carriera sportiva sia la sua vita professionale.
Parallelamente all’attività agonistica, lavorò per anni come geometra presso l’amministrazione provinciale, guadagnandosi la stima di colleghi e conoscenti. Anche fuori dall’ambito sportivo era conosciuto per il carattere riservato e per la discrezione con cui aveva sempre vissuto i propri successi.
Nella vita privata si era sposato all’età di 25 anni con Peppinella, insegnante diplomata che scelse di dedicarsi alla famiglia. Dal matrimonio nacquero tre figli: Giovanni nel 1957, Antonio nel 1959 e Fulvio nel 1967. Nel tempo la famiglia si è allargata con sei nipoti, ai quali Ceni era particolarmente legato.
Tra le passioni che lo hanno accompagnato per tutta la vita vi era anche il calcio, con un forte attaccamento alla Salernitana, condiviso con i figli. Giovanni ha ricoperto ruoli nel mondo arbitrale e nella federazione calcistica locale, Antonio ha intrapreso la professione di commercialista, mentre Fulvio ha seguito una strada sportiva legata all’acqua, dedicandosi alla canoa.
Il mare è rimasto costante nella sua esistenza anche al di fuori delle competizioni. Con un amico costruì una casa a Ogliastro Marina, luogo frequentato per lunghi periodi e destinato a diventare un rifugio familiare. In quelle acque si verificò anche un episodio che i familiari ricordano come particolarmente significativo: Ceni intervenne per soccorrere i figli che si erano allontanati troppo dalla riva, riuscendo a riportarli in salvo.
Negli ultimi anni aveva dovuto affrontare la perdita della moglie, evento che aveva segnato profondamente la sua vita. Nonostante la solitudine, aveva continuato a mantenere il carattere riservato e dignitoso che lo aveva sempre contraddistinto.
I funerali saranno celebrati domani mattina alle 9.30 nella chiesa del Carmine a Salerno, dove la comunità cittadina e il mondo sportivo renderanno l’ultimo omaggio a uno dei protagonisti della storia del canottaggio locale. Con Ettore Ceni scompare non solo un atleta che ha portato un titolo nazionale alla città, ma anche una figura simbolo di una stagione sportiva che ha contribuito a costruire l’identità del canottaggio salernitano.
Salerno piange Ettore Ceni, campione italiano della Canottieri Irno
Ceni era considerato uno dei rappresentanti più significativi della generazione che contribuì a rilanciare il canottaggio salernitano negli anni successivi alla guerra. Socio onorario del Circolo Canottieri Irno, aveva legato gran parte della propria vita a quella società sportiva, che per decenni rappresentò per lui un punto di riferimento e una seconda casa. La sua figura è ricordata nel Libro del Centenario del sodalizio biancorosso tra gli atleti protagonisti dell’epoca più significativa del canottaggio cittadino.Il momento più alto della sua carriera sportiva risale al 5 agosto 1949. In quell’occasione, durante i campionati italiani riservati alla categoria dei diciottenni disputati a Padova, Ceni conquistò il titolo nazionale nella specialità del “quattro con”. In equipaggio con Gigino Coppola, Salvatore Vitale e Adone Mirra, con Matteo Principe al timone, riuscì a portare alla Canottieri Irno il primo titolo tricolore della sua storia nel canottaggio. Fu anche il primo successo nazionale ottenuto da Salerno in questa disciplina nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale.
Quel risultato rappresentò un passaggio significativo per lo sport cittadino, contribuendo a consolidare la presenza del canottaggio salernitano nelle competizioni nazionali. Ceni, cresciuto in via Tasso, era figlio di un maresciallo dell’esercito e aveva sviluppato fin da giovane un forte senso della disciplina e del dovere, valori che caratterizzarono sia la sua carriera sportiva sia la sua vita professionale.
Parallelamente all’attività agonistica, lavorò per anni come geometra presso l’amministrazione provinciale, guadagnandosi la stima di colleghi e conoscenti. Anche fuori dall’ambito sportivo era conosciuto per il carattere riservato e per la discrezione con cui aveva sempre vissuto i propri successi.
Nella vita privata si era sposato all’età di 25 anni con Peppinella, insegnante diplomata che scelse di dedicarsi alla famiglia. Dal matrimonio nacquero tre figli: Giovanni nel 1957, Antonio nel 1959 e Fulvio nel 1967. Nel tempo la famiglia si è allargata con sei nipoti, ai quali Ceni era particolarmente legato.
Tra le passioni che lo hanno accompagnato per tutta la vita vi era anche il calcio, con un forte attaccamento alla Salernitana, condiviso con i figli. Giovanni ha ricoperto ruoli nel mondo arbitrale e nella federazione calcistica locale, Antonio ha intrapreso la professione di commercialista, mentre Fulvio ha seguito una strada sportiva legata all’acqua, dedicandosi alla canoa.
Il mare è rimasto costante nella sua esistenza anche al di fuori delle competizioni. Con un amico costruì una casa a Ogliastro Marina, luogo frequentato per lunghi periodi e destinato a diventare un rifugio familiare. In quelle acque si verificò anche un episodio che i familiari ricordano come particolarmente significativo: Ceni intervenne per soccorrere i figli che si erano allontanati troppo dalla riva, riuscendo a riportarli in salvo.
Negli ultimi anni aveva dovuto affrontare la perdita della moglie, evento che aveva segnato profondamente la sua vita. Nonostante la solitudine, aveva continuato a mantenere il carattere riservato e dignitoso che lo aveva sempre contraddistinto.
I funerali saranno celebrati domani mattina alle 9.30 nella chiesa del Carmine a Salerno, dove la comunità cittadina e il mondo sportivo renderanno l’ultimo omaggio a uno dei protagonisti della storia del canottaggio locale. Con Ettore Ceni scompare non solo un atleta che ha portato un titolo nazionale alla città, ma anche una figura simbolo di una stagione sportiva che ha contribuito a costruire l’identità del canottaggio salernitano.

