A Salerno termina l'attesa per la restituzione alla cittadinanza del Museo Archeologico Provinciale. Dopo una chiusura forzata durata circa un semestre, la struttura torna ad accogliere il pubblico grazie a un decisivo piano di manutenzione straordinaria e risanamento come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
I lavori si sono messi in moto per risolvere i gravi difetti di stabilità registrati nel camminamento inferiore, un'area che presentava palesi insidie per la sicurezza dei passanti e per l'incolumità delle preziose collezioni esposte.
Il piano di ammodernamento ha toccato diversi settori dell'edificio: oltre al livellamento e alla lucidatura delle superfici calpestabili, le maestranze hanno provveduto al consolidamento del passaggio elevato al piano superiore, al montaggio di nuove arredi nell'area antistante l'esposizione dedicata alla celebre scultura di Apollo e alla totale sistemazione delle scalinate d'accesso.
Sulla vicenda è intervenuto il vertice dell'ente provinciale, Giuseppe Parente, che ha espresso grande soddisfazione per il recupero funzionale di un bene di così elevato pregio storico. Sulla stessa linea il consigliere Giovanni De Simone, il quale ha ribadito l'importanza strategica del sito come centro nevralgico per l'attrazione turistica e l'organizzazione di rassegne sul territorio. Un plauso per la celerità e l'efficacia delle operazioni è stato indirizzato anche alla dirigenza guidata da Gioita Caiazzo.
Il polo museale salernitano è pronto a diventare da subito la sede principale di importanti manifestazioni: la struttura ospiterà le installazioni legate alla seconda edizione della Salerno Design Week, tra cui spicca l'esposizione tematica curata dall'ADI Campania insieme a Michele Cuomo.
Non è la prima volta che l'edificio affronta criticità strutturali. Già nel recente passato l'antico impianto, risalente all'alto Medioevo e posizionato sulle originarie fortificazioni erette da Arechi II, aveva dovuto fare i conti con gravi danni causati dalle infiltrazioni piovane, superati solo grazie agli investimenti promossi dalla sede di Palazzo Sant'Agostino. La struttura, riprogettata dal celebre architetto Ezio Bruno De Felice e attiva fin dagli anni venti del Novecento, custodisce testimonianze storiche inestimabili, su tutte la straordinaria testa bronzea di Apollo recuperata dal mare oltre novant'anni fa.
I lavori si sono messi in moto per risolvere i gravi difetti di stabilità registrati nel camminamento inferiore, un'area che presentava palesi insidie per la sicurezza dei passanti e per l'incolumità delle preziose collezioni esposte.
Salerno, il Museo Archeologico riapre dopo il restyling
La pianificazione degli interventi ha richiesto una profonda sinergia istituzionale condotta sotto la supervisione della Soprintendenza guidata dagli esperti del settore, prestando estrema cautela alle strutture storiche dell'ex monastero e all'integrità dei reperti esposti.Il piano di ammodernamento ha toccato diversi settori dell'edificio: oltre al livellamento e alla lucidatura delle superfici calpestabili, le maestranze hanno provveduto al consolidamento del passaggio elevato al piano superiore, al montaggio di nuove arredi nell'area antistante l'esposizione dedicata alla celebre scultura di Apollo e alla totale sistemazione delle scalinate d'accesso.
Sulla vicenda è intervenuto il vertice dell'ente provinciale, Giuseppe Parente, che ha espresso grande soddisfazione per il recupero funzionale di un bene di così elevato pregio storico. Sulla stessa linea il consigliere Giovanni De Simone, il quale ha ribadito l'importanza strategica del sito come centro nevralgico per l'attrazione turistica e l'organizzazione di rassegne sul territorio. Un plauso per la celerità e l'efficacia delle operazioni è stato indirizzato anche alla dirigenza guidata da Gioita Caiazzo.
Il polo museale salernitano è pronto a diventare da subito la sede principale di importanti manifestazioni: la struttura ospiterà le installazioni legate alla seconda edizione della Salerno Design Week, tra cui spicca l'esposizione tematica curata dall'ADI Campania insieme a Michele Cuomo.
Non è la prima volta che l'edificio affronta criticità strutturali. Già nel recente passato l'antico impianto, risalente all'alto Medioevo e posizionato sulle originarie fortificazioni erette da Arechi II, aveva dovuto fare i conti con gravi danni causati dalle infiltrazioni piovane, superati solo grazie agli investimenti promossi dalla sede di Palazzo Sant'Agostino. La struttura, riprogettata dal celebre architetto Ezio Bruno De Felice e attiva fin dagli anni venti del Novecento, custodisce testimonianze storiche inestimabili, su tutte la straordinaria testa bronzea di Apollo recuperata dal mare oltre novant'anni fa.

