Il processo scaturito dal maxi-blitz del 2020 contro il narcotraffico salernitano è entrato nella sua fase cruciale come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.
Il pubblico ministero Francesca Fittipaldi ha presentato le proprie richieste di condanna per dieci imputati, delineando un sistema criminale capace di inondare di stupefacenti non solo i quartieri della zona orientale e le frazioni collinari di Salerno, ma anche i comuni limitrofi come Pontecagnano.
Il cuore del sistema era la "compartimentazione" dei compiti: mentre il vertice dell'organizzazione cercava di mantenere un profilo basso per sfuggire ai radar degli inquirenti, i complici gestivano capillarmente le piazze di spaccio e il confezionamento delle dosi. Un capitolo centrale della requisitoria ha riguardato il riciclaggio dei proventi illeciti, che venivano ripuliti attraverso il trasferimento su conti correnti e carte prepagate intestate a prestanome insospettabili. Per due imputati, il magistrato ha invece avanzato richiesta di assoluzione piena. La difesa inizierà le proprie arringhe nelle prossime udienze, con il verdetto di primo grado atteso entro la fine dell'anno.
Il pubblico ministero Francesca Fittipaldi ha presentato le proprie richieste di condanna per dieci imputati, delineando un sistema criminale capace di inondare di stupefacenti non solo i quartieri della zona orientale e le frazioni collinari di Salerno, ma anche i comuni limitrofi come Pontecagnano.
Salerno: droga e riciclaggio, chiesti oltre 70 anni di carcere
Le pene invocate sono pesanti: si va dai 13 anni e 4 mesi richiesti per Salvatore Russomanno ai 10 anni per figure chiave del sodalizio, fino a condanne minori per i ruoli marginali. L'inchiesta, condotta dalla Squadra Mobile, ha svelato l'esistenza di un'organizzazione paramilitare con ramificazioni che si estendevano ben oltre i confini regionali, attingendo rifornimenti dall'Agro nocerino sarnese, dal Vesuviano, dall'Irpinia e persino dall'Albania.Il cuore del sistema era la "compartimentazione" dei compiti: mentre il vertice dell'organizzazione cercava di mantenere un profilo basso per sfuggire ai radar degli inquirenti, i complici gestivano capillarmente le piazze di spaccio e il confezionamento delle dosi. Un capitolo centrale della requisitoria ha riguardato il riciclaggio dei proventi illeciti, che venivano ripuliti attraverso il trasferimento su conti correnti e carte prepagate intestate a prestanome insospettabili. Per due imputati, il magistrato ha invece avanzato richiesta di assoluzione piena. La difesa inizierà le proprie arringhe nelle prossime udienze, con il verdetto di primo grado atteso entro la fine dell'anno.

