Il lunghissimo incubo giudiziario legato al fallimento della società "Aminea Otto S.r.l." si è definitivamente dissolto nelle aule del Tribunale di Salerno. I giudici della Prima Sezione Penale hanno pronunciato una sentenza di totale assoluzione nei confronti dei sei imputati alla sbarra: Alfonso Maria Cavaliere, Anna Maria Cavaliere, Maria Rosaria Cavaliere, Enrico Cavaliere, Biagio Lombardi e Fulvio De Vita. Le accuse contestate a vario titolo dalla Procura, che andavano dalla bancarotta impropria alle false comunicazioni sociali, sono state completamente smontate nel corso del dibattimento.
Attraverso una complessa e rigorosa ricostruzione dei bilanci aziendali, i difensori sono riusciti a dimostrare l'assoluta trasparenza e correttezza delle condotte dei propri assistiti. Al centro dello scontro tecnico c'era l'accusa di aver alterato dolosamente le poste di bilancio relative alla voce "avviamento" per mascherare il dissesto; un teorema demolito dai legali, che hanno evidenziato la totale insussistenza di nessi causali tra le scelte gestionali e il fallimento della srl.
La sentenza mette la parola fine a una vicenda trascinatasi per oltre un decennio, restituendo piena dignità ai protagonisti della complessa querelle finanziaria.
Salerno, crac Aminea Otto: assoluzione per gli imputati
Il verdetto cancella di fatto la pesante richiesta di condanna formulata dal pubblico ministero, che durante la requisitoria finale aveva invocato una pena di 4 anni e 6 mesi di reclusione per gli amministratori. A fare la differenza è stata la linea difensiva coordinata dal pool di legali composto dagli avvocati Federico Conte, Tullio Toriello e Marco Martello.Attraverso una complessa e rigorosa ricostruzione dei bilanci aziendali, i difensori sono riusciti a dimostrare l'assoluta trasparenza e correttezza delle condotte dei propri assistiti. Al centro dello scontro tecnico c'era l'accusa di aver alterato dolosamente le poste di bilancio relative alla voce "avviamento" per mascherare il dissesto; un teorema demolito dai legali, che hanno evidenziato la totale insussistenza di nessi causali tra le scelte gestionali e il fallimento della srl.
La sentenza mette la parola fine a una vicenda trascinatasi per oltre un decennio, restituendo piena dignità ai protagonisti della complessa querelle finanziaria.

