In occasione dell'estate 2026 a Castellabate, la Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito e il Direttore Artistico Vittorio Sgarbi presentano le quattro mostre d’arte contemporanea Theatrum Mundi.
Castellabate, presentazione di quattro mostre d'arte contemporanea Theatrum Mundi
In occasione dell’estate 2026, la Fondazione rinnova il proprio impegno per la promozione dell’arte attraverso il prestigioso Premio Pio Alferano e un programma espositivo ospitato nel suggestivo Castello dell’Abate. Il paese di Castellabate, incluso tra i borghi più belli d’Italia, si trasforma ancora una volta in un punto d’incontro per residenti, turisti e appassionati d’arte. Il fitto calendario, impreziosito da esposizioni, incontri e presentazioni con illustri figure del panorama culturale, si svolgerà con il patrocinio del Comune di Castellabate.La cerimonia di consegna del Premio Pio Alferano avrà luogo il 19 settembre 2026. Questo riconoscimento annuale celebra personalità distintesi in settori quali cultura, arte, spettacolo, ricerca e impegno sociale. Negli anni, il premio ha reso Castellabate uno spazio privilegiato per il dialogo e l'incontro tra protagonisti della scena culturale nazionale e internazionale.
La nuova edizione è arricchita dalle mostre collettivamente riunite sotto il titolo Theatrum Mundi - Il mondo come scena tra sogno, meraviglia e memoria. Ispirata alla secolare metafora che descrive il mondo come un grande palcoscenico della condizione umana, la rassegna esplora temi chiave come identità, mistero, rappresentazione e mito. Le opere creano un dialogo tra realtà e immaginazione, dimostrando come l'arte possa fungere da via per la comprensione, la narrazione e la trasformazione simbolica del mondo.
Theatrum Mundi include quattro esposizioni dedicate ad artisti dal linguaggio distintivo: Antonella Cappuccio, le cui opere fondono teatro e pittura con figure sospese tra immaginazione e mistero; Tommaso Ottieri, noto per i suoi maestosi interni teatrali; Livio Scarpella, con sculture che richiamano in chiave moderna l’eredità della tradizione classica; e Felipe Cardeña, che presenta un universo pop e visionario popolato da santi, mitologie, eroi e simboli culturali.
Il percorso inizia con APPARIZIONI di Antonella Cappuccio. Originaria di Ischia ma operativa a Roma, l’artista ha saputo trasportare la sua esperienza di costumista teatrale e cinematografica nella pittura contemporanea. Le sue opere esposte in sedi prestigiose come la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e il Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo rivelano un mondo ricco di mistero e poesia, dove identità, arte e storia si intrecciano in maniera evocativa.
La mostra MIRABILIA di Felipe Cardeña offre invece una celebrazione della meraviglia attraverso immagini vivaci e sorprendenti. L’artista internazionale ricrea un universo caleidoscopico dove figure sacre convivono con icone popolari e creature mitologiche in una festa visiva che sfida ogni convenzione stilistica o gerarchica.
Nato in Spagna nel 1979, ha sviluppato un immaginario vivace e suggestivo, popolato da fiori, simboli, personaggi e figure fantastiche, in cui si fondono cultura pop, iconografia religiosa e sensibilità contemporanea in un’esplosione di colori. Ha partecipato diverse volte alla Biennale di Venezia ed esposto le sue opere presso rinomate sedi museali e gallerie in Europa, America e Asia.
Un elemento particolarmente significativo della mostra a Castellabate è l’opera dedicata a San Costabile Gentilcore, creata appositamente per questa occasione. Il santo patrono, figura centrale nella storia del borgo, viene reinterpretato attraverso il linguaggio visivo dell’artista e immerso nel suo universo di colori vividi, fiori e simboli surreali. In questo modo, San Costabile diventa parte integrante della grande costellazione di santi, eroi, divinità e figure mitiche che caratterizza l'estetica dell’artista, costruendo un ponte tra la tradizione locale e una dimensione universale che abbraccia culture e luoghi diversi.
Tommaso Ottieri, invece, con la sua personale intitolata Theatra, presenta i grandi teatri del mondo come apparizioni luminose che emergono dall’ombra per diventare spazi della memoria e dell’immaginazione, sospesi tra realtà e visione. Attraverso una pittura che trova nella luce il suo fondamento espressivo, Ottieri trasforma palchi, platee, velluti e decorazioni in rappresentazioni oniriche, facendo del teatro una vera e propria "macchina delle meraviglie". Questo luogo si configura come uno spazio in cui memoria e rappresentazione si incontrano in un dialogo continuo tra architettura, emozione e cultura.
Nato a Napoli nel 1971, dove risiede e lavora, Tommaso Ottieri si è formato tra l’Università Federico II e la Robert Gordon School of Architecture di Aberdeen. La sua ricerca pittorica si concentra su interni monumentali, edifici imponenti e paesaggi urbani. Le sue opere, dal forte impatto cromatico e intensità luminosa, sono state esposte sia in Italia che all’estero, in prestigiose gallerie, musei e rassegne artistiche internazionali.
A chiudere il percorso espositivo caratterizzato da un forte simbolismo artistico è la mostra Archetipi di Livio Scarpella, che esplora il rapporto con il mito attraverso il filtro della contemporaneità. Qui la memoria storica e la sacralità assumono forme senza tempo: il classico rivive in un linguaggio visivo moderno. Le sculture di Scarpella si collocano al confine tra tradizione e contemporaneità; creazioni che trasformano volti odierni in figure archetipiche ed eterne, dove l’eredità dell’antico entra in dialogo con le inquietudini e le identità del mondo presente.
Nato a Ghedi (Brescia) nel 1969 e formatosi all’Accademia di Belle Arti di Brera, Livio Scarpella è considerato uno degli scultori italiani più originali della scena contemporanea. Coniugando eccellenza tecnica e profondità simbolica, ha esposto le sue opere in prestigiosi musei e gallerie sia in Italia che all'estero. Dal 2018 realizza inoltre la scultura esclusiva del Premio Pio Alferano, dedicata annualmente a celebri figure del mondo culturale, artistico e dello spettacolo.
Le mostre saranno inaugurate sabato 27 giugno alle ore 20:30 presso il secondo piano del Castello dell’Abate, situato nel centro storico di Castellabate. Saranno aperte al pubblico con ingresso libero fino al 31 ottobre 2026.

