L'Associazione Salute e Vita esprime grande soddisfazione per la ordinanza emessa dal Consiglio di Stato, che ha respinto la richiesta cautelare di sospensiva presentata dalle Fonderie Pisano. La decisione conferma che l'impianto di Fratte resta chiuso.
«È il riconoscimento della preminenza del diritto alla vita e alla salute», dichiara Lorenzo Forte, presidente del Comitato/Associazione Salute e Vita. «Una svolta resa possibile dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 6 maggio 2025, che ha segnato lo spartiacque tra i ritardi ed i comportamenti omissivi delle Istituzioni e la necessità di risolvere immediatamente la questione».
La sentenza CEDU, di cui è primo firmatario è Lorenzo Forte, ha permesso alla Regione Campania, con il Presidente Roberto Fico, l'Assessora all'Ambiente Claudia Pecoraro ed i tecnici regionali, di applicare finalmente la legge ed il principio per cui il diritto alla salute, alla vita e all'ambiente sovrasta quello al lavoro.
«Oggi questo principio viene recepito prima dalla Regione e poi dai Tribunali amministrativi. Ci commuove perché viene riconosciuta la giustizia e viene confermato ciò che diciamo da 23 anni» aggiungono.
L'Associazione dedica la sentenza alle vittime e ai malati della Valle dell'Irno, vittime del disastro ambientale ormai certificato. «A noi interessa che lo stabilimento, resti fermo e non continui a danneggiare la salute e la vita delle persone. È incapace, come confermato in sede di Conferenza dei Servizi della Regione Campania, di applicare le BAT, le migliori tecnologie disponibili» conclude il presidente dell'Associazione Salute e Vita.
Salerno, il Consiglio di Stato conferma la chiusura delle fonderie Pisano: il plauso dell'Associazione Salute e Vita
«Per la prima volta il Consiglio di Stato afferma con chiarezza che il diritto all'ambiente e alla salute prevale sul diritto al lavoro, riconoscendo uno squilibrio che si è protratto per decenni. Nella motivazione si evidenzia anche il ritardo con cui la proprietà Pisano non ha reso attuativo il piano di adeguamento, sottolineando l'inerzia colpevole delle fonderie negli ultimi vent'anni, per non essersi delocalizzate come previsto dal Piano Regolatore Generale del Comune di Salerno. Nel 2006, infatti, si era deciso che quell'area sarebbe diventata a destinazione urbana, residenziale e commerciale, ma loro hanno deliberatamente scelto di non andarsene.» denunciano dall'Associazione Salute e Vita.«È il riconoscimento della preminenza del diritto alla vita e alla salute», dichiara Lorenzo Forte, presidente del Comitato/Associazione Salute e Vita. «Una svolta resa possibile dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo del 6 maggio 2025, che ha segnato lo spartiacque tra i ritardi ed i comportamenti omissivi delle Istituzioni e la necessità di risolvere immediatamente la questione».
La sentenza CEDU, di cui è primo firmatario è Lorenzo Forte, ha permesso alla Regione Campania, con il Presidente Roberto Fico, l'Assessora all'Ambiente Claudia Pecoraro ed i tecnici regionali, di applicare finalmente la legge ed il principio per cui il diritto alla salute, alla vita e all'ambiente sovrasta quello al lavoro.
«Oggi questo principio viene recepito prima dalla Regione e poi dai Tribunali amministrativi. Ci commuove perché viene riconosciuta la giustizia e viene confermato ciò che diciamo da 23 anni» aggiungono.
L'Associazione dedica la sentenza alle vittime e ai malati della Valle dell'Irno, vittime del disastro ambientale ormai certificato. «A noi interessa che lo stabilimento, resti fermo e non continui a danneggiare la salute e la vita delle persone. È incapace, come confermato in sede di Conferenza dei Servizi della Regione Campania, di applicare le BAT, le migliori tecnologie disponibili» conclude il presidente dell'Associazione Salute e Vita.

