Ci sono intuizioni che non hanno bisogno di capitali colossali per imporsi, ma che traggono linfa vitale esclusivamente dall'altruismo, dalla passione e dall'attaccamento viscerale alle proprie radici.
È il caso del neonato Museo Komai, un'esposizione permanente a cielo aperto che sta prendendo progressivamente forma nella suggestiva frazione di Eredita, nel perimetro comunale di Ogliastro Cilento. Il progetto, scaturito dalla mente creativa del docente e artista Costabile Guariglia, punta a scardinare il concetto classico di spazio espositivo chiuso per trasformare l'intero tessuto urbano in un itinerario artistico a impatto zero, perfettamente fuso con il paesaggio e la quotidianità dei residenti.
L'orizzonte a lungo termine della rassegna diffusa è ambizioso: da un lato stimolare i creatori d'arte a lasciare un segno tangibile e gratuito nel borgo, dall'altro coinvolgere un numero sempre maggiore di nuclei familiari disposti a diventare "guardiani della bellezza". In un'epoca segnata dal rischio di spopolamento dei piccoli centri d'entroterra, questa iniziativa propone una ricetta alternativa e coraggiosa di rigenerazione urbana, dimostrando come la cultura e la memoria storica possano diventare i pilastri fondamentali su cui rifondare il senso di identità e di accoglienza turistica del territorio.
È il caso del neonato Museo Komai, un'esposizione permanente a cielo aperto che sta prendendo progressivamente forma nella suggestiva frazione di Eredita, nel perimetro comunale di Ogliastro Cilento. Il progetto, scaturito dalla mente creativa del docente e artista Costabile Guariglia, punta a scardinare il concetto classico di spazio espositivo chiuso per trasformare l'intero tessuto urbano in un itinerario artistico a impatto zero, perfettamente fuso con il paesaggio e la quotidianità dei residenti.
Ogliastro Cilento, le case del borgo diventano gallerie d'arte, nasce il Museo Komai
La scommessa, che ha subito incassato il pieno sostegno istituzionale del sindaco Michele Apolito, oltre ai patrocini del Parco Nazionale e della Regione Campania, si basa su un patto di collaborazione diretta con la cittadinanza. Il Komai non vuole essere una cattedrale nel deserto, bensì un'esperienza collettiva in cui gli spazi privati si aprono al pubblico: cortili, facciate di palazzi e giardini ospiteranno le installazioni donate dagli artisti. Un esempio emblematico di questo virtuosismo civico è rappresentato dalla famiglia Abbruzzese-Miglino, che attraverso l'iniziativa "Casa Custode" ha inaugurato ufficialmente il percorso, accogliendo la prima opera della collezione e offrendo un modello di lungimiranza per l'intera comunità cilentana.L'orizzonte a lungo termine della rassegna diffusa è ambizioso: da un lato stimolare i creatori d'arte a lasciare un segno tangibile e gratuito nel borgo, dall'altro coinvolgere un numero sempre maggiore di nuclei familiari disposti a diventare "guardiani della bellezza". In un'epoca segnata dal rischio di spopolamento dei piccoli centri d'entroterra, questa iniziativa propone una ricetta alternativa e coraggiosa di rigenerazione urbana, dimostrando come la cultura e la memoria storica possano diventare i pilastri fondamentali su cui rifondare il senso di identità e di accoglienza turistica del territorio.

