Da dodici medici a quattro, con specialisti chiamati a coprire più ruoli e difficoltà che diventano ancora più evidenti nei mesi estivi. È il quadro che emerge dal Pronto soccorso dell’ospedale Costa d’Amalfi di Ravello, presidio sanitario chiamato a garantire assistenza in un territorio complesso, caratterizzato da collegamenti difficili e da una forte pressione turistica durante l’estate.
Ravello, Pronto soccorso del Costa d’Amalfi in affanno: solo quattro medici in servizio
Come riporta La Città, quando il Pronto soccorso venne attivato nel 2001, l’organico era composto da dodici medici: sei chirurghi e sei internisti, tutti residenti in Costiera Amalfitana. Nel corso degli anni, però, i pensionamenti non sarebbero stati accompagnati da un ricambio adeguato. Oggi gli specialisti rimasti in servizio sarebbero soltanto quattro.
Per riuscire a garantire la copertura dei turni, l’azienda ricorre anche a medici pensionati, soluzione che resta necessariamente temporanea perché la normativa impedisce l’esercizio oltre i 72 anni.
La riduzione del personale ha prodotto una riorganizzazione sempre più complessa. Da circa quattro anni, durante il turno notturno, il cardiologo di guardia svolgerebbe anche le funzioni dell’internista. Ad agosto questa sovrapposizione si sarebbe verificata anche durante il giorno per undici giornate, proprio nel periodo in cui il Pronto soccorso registra uno dei picchi più alti di accessi.
Infermieri impegnati anche nei trasferimenti
Un’altra criticità riguarda il trasferimento dei pazienti verso altri ospedali. Secondo quanto riportato, ad accompagnare i malati sarebbero gli stessi infermieri del Pronto soccorso. Una situazione che, durante il trasferimento, riduce ulteriormente il personale disponibile all’interno del reparto.
Le criticità delle stanze di osservazione
Alle difficoltà legate agli organici si aggiungono anche problemi strutturali. Le due stanze utilizzate per l’osservazione dei pazienti avrebbero letti privi di ruote e porte troppo strette per consentire movimenti agevoli. Elementi che, soprattutto in un reparto di emergenza, rendono più complicata la gestione quotidiana dei pazienti.
Rianimatore non reperibile da dieci anni
Tra i problemi più delicati viene indicata anche l’assenza della reperibilità del medico rianimatore, sospesa da circa dieci anni. La questione assume un peso particolare nei casi di emergenza più grave, quando la presenza immediata di uno specialista può risultare determinante.
Ad agosto, inoltre, il Pronto soccorso sarebbe rimasto senza cardiologo per due domeniche, nonostante proprio nel mese estivo si registri il massimo afflusso di pazienti. Lo scorso anno, nello stesso periodo, gli accessi avrebbero superato quota mille.

