Il giornalista Sigfrido Ranucci esprime stupore riguardo all'indagine che vede Valter Lavitola coinvolto come possibile mandante dell'attentato di cui è stato vittima: "Siamo amici, non mi avrebbe mai fatto del male".
Ranucci ha affermato di essersi spesso sentito con Lavitola, aggiungendo che come con lui, Lavitola parlava anche con molti altri giornalisti. Questo rapporto è stato confermato pubblicamente durante un'audizione alla Commissione di Vigilanza Rai in risposta alle domande del senatore Gasparri, che avevano fatto riferimento ai loro incontri.
Gli investigatori sono giunti al nome di Lavitola attraverso l'analisi dei telefoni di quattro arrestati: Passariello, Mutone, D'Avino e De Filippis. Sebbene vi siano stati contatti con una persona,in comunicazione con Lavitola, le indagini sono ancora in corso e non sono state applicate misure cautelari contro l'imprenditore. Una perquisizione è stata effettuata nelle sue pertinenze dai carabinieri.
Un'intercettazione rivela che gli arrestati si riferivano al mandante solo come "quello", mantenendo segreta la sua identità. C'è anche il coinvolgimento del nome "Corrado", con la disposizione di raccontare ai carabinieri una versione preparata in caso di arresto per proteggere la vera identità del mandante. Una mail sostiene un legame con il clan Moccia, ma gli investigatori considerano questa pista un depistaggio; resta da chiarire se "Corrado" sia un nome reale o inventato.
Ranucci su Lavitola come sospetto mandante dell'attentato: "Siamo amici, non mi avrebbe mai fatto del male"
Il giornalista Sigfrido Ranucci esprime stupore riguardo all'indagine che vede Valter Lavitola coinvolto come possibile mandante dell'attentato di cui è stato vittima. Ranucci sottolinea la loro lunga amicizia, iniziata nel 2019, e ritiene improbabile che Lavitola possa fargli del male.Ranucci ha affermato di essersi spesso sentito con Lavitola, aggiungendo che come con lui, Lavitola parlava anche con molti altri giornalisti. Questo rapporto è stato confermato pubblicamente durante un'audizione alla Commissione di Vigilanza Rai in risposta alle domande del senatore Gasparri, che avevano fatto riferimento ai loro incontri.
Gli investigatori sono giunti al nome di Lavitola attraverso l'analisi dei telefoni di quattro arrestati: Passariello, Mutone, D'Avino e De Filippis. Sebbene vi siano stati contatti con una persona,in comunicazione con Lavitola, le indagini sono ancora in corso e non sono state applicate misure cautelari contro l'imprenditore. Una perquisizione è stata effettuata nelle sue pertinenze dai carabinieri.
Un'intercettazione rivela che gli arrestati si riferivano al mandante solo come "quello", mantenendo segreta la sua identità. C'è anche il coinvolgimento del nome "Corrado", con la disposizione di raccontare ai carabinieri una versione preparata in caso di arresto per proteggere la vera identità del mandante. Una mail sostiene un legame con il clan Moccia, ma gli investigatori considerano questa pista un depistaggio; resta da chiarire se "Corrado" sia un nome reale o inventato.

