In poco più di un mese il comitato promotore ha raccolto le 500mila sottoscrizioni necessarie per richiedere la consultazione referendaria contro la legge 104, entrata in vigore lo scorso 7 luglio.
L'iniziativa, guidata da Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, ha tratto forte impulso dal dibattito pubblico e dai recenti appelli sui temi del contrasto alla violenza di genere e ai femminicidi.
Qualora il quesito superi i vagli di legittimità della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, la vittoria del "Sì" ripristinerebbe la precedente autonomia scolastica, che consentiva ai singoli istituti di inserire liberamente tali progetti nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa.
Sul piano politico, il comitato ha registrato il sostegno di diverse forze di opposizione e punta ad accendere il dibattito sulla prevenzione culturale contro le prevaricazioni relazionali, prendendo a modello i quadri normativi di altri Paesi europei in cui i percorsi di educazione affettiva e sessuale risultano obbligatori o ampiamente strutturati nel percorso di studi.
L'iniziativa, guidata da Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, ha tratto forte impulso dal dibattito pubblico e dai recenti appelli sui temi del contrasto alla violenza di genere e ai femminicidi.
Raggiunte 500mila firme per il referendum sull'educazione sessuo-affettiva
Il testo normativo contestato introduce il divieto assoluto di trattare tematiche attinenti alla sfera della sessualità nelle scuole dell'infanzia e primarie. Per gli istituti secondari di primo e secondo grado la legge vincola invece lo svolgimento dei percorsi formativi al preventivo consenso scritto e informato dei genitori, da richiedere con almeno una settimana di anticipo previa visione dei materiali didattici.Qualora il quesito superi i vagli di legittimità della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, la vittoria del "Sì" ripristinerebbe la precedente autonomia scolastica, che consentiva ai singoli istituti di inserire liberamente tali progetti nel Piano Triennale dell'Offerta Formativa.
Sul piano politico, il comitato ha registrato il sostegno di diverse forze di opposizione e punta ad accendere il dibattito sulla prevenzione culturale contro le prevaricazioni relazionali, prendendo a modello i quadri normativi di altri Paesi europei in cui i percorsi di educazione affettiva e sessuale risultano obbligatori o ampiamente strutturati nel percorso di studi.

