Si complica nuovamente il percorso verso la ripartenza delle Fonderie Pisano di Fratte, a Salerno. Due recenti note dell’Ufficio speciale valutazioni ambientali della Regione Campania hanno introdotto ulteriori passaggi autorizzativi rispetto a quelli affrontati in Conferenza dei servizi. Prima di arrivare a una decisione definitiva sull’impianto, la proprietà dovrà quindi attivare una specifica procedura ambientale. Un passaggio che rischia di allungare ancora i tempi mentre, sullo sfondo, resta la situazione dei 140 lavoratori fermi da marzo, con gli ammortizzatori sociali in scadenza alla fine di settembre. Lo riporta l'edizione odierna de La Città.
Fonderie Pisano, nuovi passaggi ambientali per la riapertura: a rischio 140 lavoratori
Il nodo riguarda il progetto di ammodernamento presentato dalla proprietà dello stabilimento di via dei Greci. Il piano prevede la sostituzione dei vecchi forni a carbone con tre nuovi forni elettrici, pensati per ridurre le emissioni dell’impianto.
La procedura, però, non può fermarsi all’Autorizzazione Integrata Ambientale. Secondo quanto chiarito dalla Regione Campania, l’Aia non sarebbe sufficiente a consentire da sola il via libera agli interventi previsti. Entrano quindi in gioco ulteriori valutazioni ambientali, con il centro dell’iter che si sposta negli uffici regionali competenti di Napoli.
Spetta ora alla proprietà delle Fonderie Pisano attivare la procedura necessaria. La normativa, secondo quanto indicato nelle note regionali, mette a disposizione dell’azienda due possibilità.
La prima consiste nella richiesta di una valutazione preliminare, attraverso la quale la società dovrebbe dimostrare che le modifiche previste determinano esclusivamente un miglioramento delle prestazioni ambientali senza produrre ulteriori impatti. La seconda strada è invece quella di avviare direttamente la Verifica di assoggettabilità a VIA, cioè alla Valutazione di Impatto Ambientale, integrata con la VIncA.
Tempi che si allungano
Prima che gli enti possano assumere le determinazioni definitive sull’autorizzazione, sarà dunque necessario un riscontro formale della società. La proprietà dovrà scegliere quale percorso seguire e presentare la relativa istanza. Solo al termine di questo passaggio potrà proseguire l’iter necessario per arrivare a una decisione sulla riattivazione produttiva dello stabilimento.
Le nuove richieste tecniche introducono inevitabilmente un ulteriore elemento di incertezza sui tempi. La riapertura delle Fonderie resta infatti legata al completamento delle procedure ambientali richieste dalla Regione e alle successive valutazioni degli uffici competenti. Un quadro che rende più difficile prevedere quando potrà concretamente riprendere la produzione.
Preoccupazione per 140 lavoratori fermi da marzo
A risentire direttamente dei nuovi ritardi sono soprattutto i 140 dipendenti delle Fonderie Pisano, senza attività da marzo. Gli operai stanno beneficiando degli ammortizzatori sociali collegati alla mancata dismissione dello stabilimento, ma la copertura è prevista soltanto fino alla fine di settembre.
Il tempo, dunque, diventa un elemento decisivo anche sul fronte occupazionale. Senza un’accelerazione dell’iter e un via libera alla ripartenza, alla fine del mese potrebbe aprirsi una fase ancora più delicata per i dipendenti e le loro famiglie.

