La crisi politica a Capaccio Paestum si infiamma dopo che la giunta comunale ha deciso di azzerare il Piano Urbanistico Comunale (Puc). Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Le criticità riguardano settori cruciali per il futuro economico e sociale del comune, come la distribuzione degli alloggi, lo sviluppo di Capaccio Scalo, la gestione della fascia costiera, la mobilità, le infrastrutture e il turismo. La proposta è stata giudicata limitativa rispetto agli obiettivi della maggioranza, costringendo a fare marcia indietro per evitare scelte considerate non in linea con gli obiettivi prefissati. La situazione agita ulteriormente un clima politico già instabile. Le tensioni nella pianificazione territoriale si intrecciano con quelle interne al consiglio comunale, dove l'assenza della consigliera Adele Renna ha già fatto vacillare la maggioranza di Paolino.
La consigliera di opposizione Simona Corradino ha criticato duramente la gestione del processo, chiedendo le dimissioni del sindaco, della giunta e dei consiglieri di maggioranza. Ha denunciato irregolarità e conflitti di interesse nel percorso, che si è concluso senza risultati concreti. Sul fronte politico, il commissario locale del Partito Democratico, Roberto Brusa, ha riconosciuto le difficoltà della maggioranza e annunciato una nuova stagione politica, proponendo un programma alternativo con l'inclusione di forze civiche, associazioni e cittadini. Il PD mira a costruire una coalizione per affrontare le prossime sfide in consiglio, mentre il rischio di commissariamento prefettizio incombe se non verrà approvato l'assestamento generale di bilancio.
Capaccio Paestum, la Giunta Comunale azzera il Piano Urbanistico Comunale (PUC)
La giunta comunale ha azzerato il Piano Urbanistico Comunale (Puc) a Capaccio Paestum, scatenando una crisi politica. La decisione di revocare in autotutela la proposta approvata il 29 giugno è stata presa dal sindaco Gaetano Paolino, riportando la pianificazione territoriale al punto di partenza proprio nella fase delle osservazioni dei cittadini e dei portatori di interesse. Una relazione firmata dal sindaco, protocollata l'11 agosto, evidenzia numerose incongruenze, indicando che gli indirizzi politici e strategici dell'amministrazione non sono stati adeguatamente recepiti nella versione finale del Puc.Le criticità riguardano settori cruciali per il futuro economico e sociale del comune, come la distribuzione degli alloggi, lo sviluppo di Capaccio Scalo, la gestione della fascia costiera, la mobilità, le infrastrutture e il turismo. La proposta è stata giudicata limitativa rispetto agli obiettivi della maggioranza, costringendo a fare marcia indietro per evitare scelte considerate non in linea con gli obiettivi prefissati. La situazione agita ulteriormente un clima politico già instabile. Le tensioni nella pianificazione territoriale si intrecciano con quelle interne al consiglio comunale, dove l'assenza della consigliera Adele Renna ha già fatto vacillare la maggioranza di Paolino.
La consigliera di opposizione Simona Corradino ha criticato duramente la gestione del processo, chiedendo le dimissioni del sindaco, della giunta e dei consiglieri di maggioranza. Ha denunciato irregolarità e conflitti di interesse nel percorso, che si è concluso senza risultati concreti. Sul fronte politico, il commissario locale del Partito Democratico, Roberto Brusa, ha riconosciuto le difficoltà della maggioranza e annunciato una nuova stagione politica, proponendo un programma alternativo con l'inclusione di forze civiche, associazioni e cittadini. Il PD mira a costruire una coalizione per affrontare le prossime sfide in consiglio, mentre il rischio di commissariamento prefettizio incombe se non verrà approvato l'assestamento generale di bilancio.

