A quanti di noi piace riascoltare la nostra voce registrata, quando magari inviamo un messaggio vocale su WhatsApp o cantiamo una canzone davanti ad alcuni amici? Tuttavia, a meno di non avere una voce da doppaitore, tutti abbiamo provato disagio nel riascoltare la nostra voce. Ma perché il suono della nostra voce non ci piace? Il fenomeno è talmente diffuso che la scienza ha pensato di indagare, alla ricerca di risposte a quello che sembra essere un fenomeno motivato sia da fattori psicologici che fisiologici.
Perché il suono della nostra voce non ci piace?
Iniziamo col dire che, quando ascoltiamo il suono della nostra voce mentre parliamo, il nostro cervello lo percepisce in un modo che non è affatto quello che poi ci risulta quando lo risentiamo in un secondo momento, registrato ad esempio. Parlando, infatti, il tono viene inviato al cervello sia esternamente, grazie alla trasmissione dell'aria, che internamente, grazie alla risonanza delle ossa.Le risposte della scienza
Ed è proprio il ruolo giocato dalle nostre ossa che cambia tutto. Quando riascoltiamo il suono, la nostra voce ci appare tendenzialmente priva di basse frequenze, che tendono a scomparire durante la trasmissione per via aerea. La nostra voce, così, ci suona "strana", molto diversa da come ce la saremmo aspettata, ed ecco che entra in azione la nostra psiche, a trasmetterci quel famigerato senso di fastidio o disagio. "Suoniamo più acuti di quanto pensiamo, e questo non soddisfa le nostre aspettative interiori - ha spiegato Silke Paulmann, psicologa presso l'Università dell'Essex - con la nostra voce formiamo la nostra identità e quando ci riascoltiamo ci sembra di non essere veramente chi pensiamo di essere". Ma non è finita qui.

