L’ospedale "San Luca" di Vallo della Lucania versa da tempo in una condizione di grave sofferenza a causa di una cronica ed evidente carenza di personale, una situazione che rischia di compromettere il diritto alla salute dei cittadini e l’efficienza delle emergenze sul territorio. A denunciare il quadro critico è il Nursind Salerno, che ha inviato una dettagliata segnalazione ai vertici dell’Asl, alla Regione Campania e alle istituzioni del territorio per chiedere interventi urgenti ed efficaci.
Sulle ripercussioni economiche ed organizzative interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno: «I dati sulla spesa parlano chiaro: ogni anno si spendono milioni di euro per pagare prestazioni straordinarie ed extra orario al fine di garantire i servizi minimi. Risorse ingenti che, se programmate diversamente, avrebbero potuto finanziare l’assunzione stabile di decine di nuovi medici e inferrieri. Pagare per coprire i buchi a lungo termine è una scelta priva di logica economica. Chiediamo massima trasparenza sui conti e una netta conversione di questi fondi straordinari in posti di lavoro stabili e sicuri per il presidio cilentano».
A tracciare l'impatto sul sistema sanitario locale e sui servizi di emergenza è Giovanni Aspromonte, coordinatore provinciale del Nursind per l'Asl di Salerno: «L'ospedale di Vallo della Lucania serve un territorio geograficamente vasto, complesso e con vie di comunicazione non facili, a cui durante l'estate si aggiungono migliaia di turisti. Trasferire la gestione dei soccorsi e indebolire i reparti chiave significa allungare i tempi di intervento nei casi più gravi, dove anche un solo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Allo stesso tempo vediamo rilanciarsi l'offerta sanitaria privata mentre il presidio pubblico viene lasciato indietro. Chiediamo un confronto immediato con i vertici dell'Azienda Sanitaria per riportare il "San Luca" al pieno delle sue potenzialità»
Ospedale di Vallo della Lucania al collasso: il Nursind Salerno denuncia grave carenza di personale
Nel mirino del sindacato ci sono la spinta sui carichi di lavoro per il personale in servizio, il ricorso continuo e dispendioso agli straordinari e alle ore extra per coprire i buchi d'organico, il sovraffollamento del pronto soccorso e la recente riorganizzazione della centrale operativa del 118. A tutto questo si aggiunge la preoccupazione per il progressivo indebolimento dei servizi pubblici a fronte di un contestuale rafforzamento delle strutture private accreditate della zona.Le dichiarazioni
«Non possiamo più parlare di difficoltà temporanee o di semplici emergenze passeggere», dichiara Biagio Tomasco, segretario generale del Nursind Salerno. «Ci troviamo di fronte a una vera e propria crisi strutturale che dura da anni. Il personale in servizio è stremato da turni insostenibili ed è costretto a sacrifici enormi per mandare avanti i reparti e garantire le cure necessarie. Questa disponibilità individuale non può e non deve diventare un sostituto permanente della programmazione sanitaria aziendale. Serve subito un piano straordinario di assunzioni trasparenti e con vincolo di sede, accompagnato da incentivi concreti per attirare e trattenere i professionisti in questo territorio».Sulle ripercussioni economiche ed organizzative interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del Nursind Salerno: «I dati sulla spesa parlano chiaro: ogni anno si spendono milioni di euro per pagare prestazioni straordinarie ed extra orario al fine di garantire i servizi minimi. Risorse ingenti che, se programmate diversamente, avrebbero potuto finanziare l’assunzione stabile di decine di nuovi medici e inferrieri. Pagare per coprire i buchi a lungo termine è una scelta priva di logica economica. Chiediamo massima trasparenza sui conti e una netta conversione di questi fondi straordinari in posti di lavoro stabili e sicuri per il presidio cilentano».
A tracciare l'impatto sul sistema sanitario locale e sui servizi di emergenza è Giovanni Aspromonte, coordinatore provinciale del Nursind per l'Asl di Salerno: «L'ospedale di Vallo della Lucania serve un territorio geograficamente vasto, complesso e con vie di comunicazione non facili, a cui durante l'estate si aggiungono migliaia di turisti. Trasferire la gestione dei soccorsi e indebolire i reparti chiave significa allungare i tempi di intervento nei casi più gravi, dove anche un solo minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Allo stesso tempo vediamo rilanciarsi l'offerta sanitaria privata mentre il presidio pubblico viene lasciato indietro. Chiediamo un confronto immediato con i vertici dell'Azienda Sanitaria per riportare il "San Luca" al pieno delle sue potenzialità»

