Resta dietro le sbarre del penitenziario di Vallo della Lucania il trentacinquenne di Perdifumo protagonista di una notte di brutale violenza tra il primo e il 2 maggio. Il giudice ha convalidato il provvedimento restrittivo nei confronti dell'uomo, accusato di aver ridotto in fin di vita una donna di 52 anni, originaria della Repubblica Dominicana, colpevole soltanto di aver respinto le sue avances sessuali.
La sua corsa è terminata poche ore dopo grazie alla fitta rete di videosorveglianza territoriale. Le telecamere hanno tracciato il veicolo lungo la strada statale Cilentana, permettendo ai militari di intercettarlo e bloccarlo nei pressi dello svincolo di Agropoli Nord. Durante le fasi del fermo, l'uomo avrebbe opposto resistenza, aggravando ulteriormente la sua posizione giudiziaria.
Il quadro accusatorio a suo carico è pesantissimo: tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di arma clandestina, rinvenuta presumibilmente durante le perquisizioni seguite alla cattura. Le indagini proseguono per cristallizzare ogni dettaglio di una vicenda che ha scosso profondamente l'opinione pubblica locale per la gratuità e la crudeltà della violenza esercitata.
Massacra donna dopo un rifiuto, convalidato l’arresto per tentato omicidio
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la furia dell'aggressore sarebbe esplosa proprio a seguito del "no" della vittima. La donna è stata colpita con una ferocia tale da rendere necessario il trasferimento d'urgenza all'ospedale "San Luca", dove è stata affidata alle cure dei medici in condizioni critiche. Dopo il pestaggio, il trentacinquenne si era dato alla fuga a bordo della propria vettura, tentando di far perdere le proprie tracce nell'oscurità delle strade cilentane.La sua corsa è terminata poche ore dopo grazie alla fitta rete di videosorveglianza territoriale. Le telecamere hanno tracciato il veicolo lungo la strada statale Cilentana, permettendo ai militari di intercettarlo e bloccarlo nei pressi dello svincolo di Agropoli Nord. Durante le fasi del fermo, l'uomo avrebbe opposto resistenza, aggravando ulteriormente la sua posizione giudiziaria.
Il quadro accusatorio a suo carico è pesantissimo: tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione di arma clandestina, rinvenuta presumibilmente durante le perquisizioni seguite alla cattura. Le indagini proseguono per cristallizzare ogni dettaglio di una vicenda che ha scosso profondamente l'opinione pubblica locale per la gratuità e la crudeltà della violenza esercitata.

